Lamezia, scoperti 469 “furbetti” del reddito di cittadinanza: maxi truffa da 2 milioni di euro

VIDEO | Si tratta di stranieri che avrebbero percepito somme senza possedere i requisiti. I controlli hanno riguardato 22mila persone residenti nel territorio lametino 

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7 luglio 2021
08:37

Sono 469 gli stranieri segnalati per indebita percezione del reddito di cittadinanza. Il dato è emerso al termine di un’articolata attività di indagine coordinata dal Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, e condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Catanzaro.

Reddito di cittadinanza e requisiti

L’operazione, svolta dalle Fiamme Gialle lametine in sinergia con il locale ufficio Inps, nasce, nel quadro di un monitoraggio generale su tutti i percettori di reddito di cittadinanza, dagli esiti di un incrocio tra le informazioni presenti nelle banche dati in uso alla Guardia di Finanza e gli elenchi dei beneficiari del sussidio. In tale ambito, veniva in evidenza una palese incongruenza rispetto alla sussistenza dei requisiti in capo a soggetti di origine straniera iscritti nelle anagrafi di comuni del territorio lametino.


La residenza in Italia

Infatti, la normativa regolante il reddito di cittadinanza, istituito con il Dl 28 gennaio 2019 n. 4, riconosce la misura a chi è in possesso, all’atto della presentazione della domanda, e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, di specifici requisiti di cittadinanza, residenza, soggiorno, reddituali e patrimoniali. In particolare, ai fini dell’accesso al beneficio il richiedente, attraverso un’istanza presentata in modalità telematica tramite Poste Italiane, i Centri di Assistenza Fiscale, ovvero gli istituti di patronato, deve dichiarare di essere in possesso, in modo continuativo, della residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo, ottenendo, in tal modo, la corresponsione del sussidio per un periodo continuativo non superiore a diciotto mesi, al termine del quale può essere rinnovato per altri dodici mesi.

Oltre 22mila stranieri

Dai preliminari accertamenti dei militari del Gruppo di Lamezia Terme emergeva, invece, che diversi soggetti avevano ottenuto il reddito di cittadinanza attestando falsamente di possedere il requisito relativo alla residenza. Pertanto, all’esito delle prime attività di riscontro effettuate, la Procura delegava i finanzieri lametini ad estendere ed approfondire le indagini nei confronti di tutta la platea di soggetti stranieri risultanti percettori del sussidio. Dalla minuziosa disamina della posizione degli oltre 22.000 stranieri (la maggior parte provenienti da paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’est europeo) residenti nel circondario, è emerso che 469 di essi avevano ottenuto illecitamente il reddito di cittadinanza in quanto sprovvisti dei prescritti requisiti relativi alla residenza nel nostro Paese.

2 milioni di euro

L’importo complessivo delle somme indebitamente erogate ammonta a circa 2 milioni di euro. Grazie alla tempestività degli accertamenti eseguiti e alla contestuale segnalazione all’Inps si è impedito che ulteriori 2 milioni di euro venissero erogati. Per chi percepisce indebitamente il reddito di cittadinanza rendendo o utilizzando dichiarazioni o documenti falsi o attestanti dati non veritieri oppure omettendo informazioni dovute è prevista la reclusione da 2 a 6 anni.  L’indagine conferma l’impegno volto a contrastare l’indebito accesso a ogni forma di prestazione assistenziale e misura di sostegno al reddito che genera iniquità e mina la coesione sociale provocando la distrazione di risorse finanziarie destinate alle fasce più bisognose della popolazione.

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