Operaio morto nel sit in di Piacenza, a Cosenza si mobilitano i movimenti di base

Le strutture di Movimento e i Sindacati hanno inteso promuovere una giornata di mobilitazione e di lotta sul territorio cosentino

di Redazione
17 settembre 2016
10:07

E’ in corso un sit in di protesta presso la sede Gls di Rende, sita in contrada Coda di Volpe.

Abd Elsalam Ahmed Eldanf, 53 anni e 5 figli, operaio presso il magazzino GLS di Piacenza "è stato ucciso da un camion lanciato contro il picchetto che accompagnava una difficile trattativa in corso nella notte. Assieme a lui è rimasto ferito, per fortuna in maniera lieve un altro facchino".


 

Visto l’insopportabile clima repressivo che si è venuto a creare e la legittima rabbia di chi non vuole abbassare la testa, le strutture di Movimento e i Sindacati conflittuali (USB Cosenza, SPARROW, CPOA RIALZO, Rifondazione Comunista Cosenza), come comunicato in una nota, hanno inteso promuovere una giornata di mobilitazione e di lotta sul territorio cosentino.

 

Abd Elsalam, infatti, pur non essendo un precario, lottava contro la precarietà e per il rispetto degli accordi sottoscritti, a prezzo di dure lotte tra gli Operai e la GLS, costantemente messi in discussione dall’azienda come stava avvenendo anche ieri sera.

 

Le responsabilità dell’azienda – come specificato in nota – “sono incontrovertibili, sia per il clima di ricatto e di schiavitù che vige nei suoi depositi attuato grazie alla totale complicità di tutte le altre sigle sindacali, sia per aver incitato i camionisti dell’azienda a sfondare il picchetto. Altrettanto incontrovertibili le responsabilità del Governo nella destrutturazione dei diritti dei lavoratori e l’introduzione del jobs act che sono la vera causa dell’assassinio di Abd Elsalam Ahmed Eldanf”.

 

Il settore della Logistica “è diventato da tempo strategico per il capitale sempre più in cerca di profitti che ora, dopo la delocalizzazione della produzione fuori dall’Italia, si realizzano attraverso una sfrenata competizione sulla velocità con cui le merci stesse si muovono per arrivare in tempi più rapidi possibile ai clienti finali. Oramai di fronte al profitto è lecito anche uccidere chi lotta contro la nuova schiavitù”.

 

Nel pomeriggio, dalle 17 alle 20, il sit in di protesta si trasferirà davanti alla Prefettura di Cosenza.

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