Lavoro nero, la Prefettura di Reggio colpisce ancora

È la ventesima operazione in due anni contro il lavoro nero e il caporalato quella condotta ieri dal comando interforze della Prefettura di Reggio Calabria. Questa volta nel mirino delle forze dell'ordine ristoranti, imprese edili e panetterie

di Francesco Creazzo
13 maggio 2016
11:09

La prefettura arriva a venti. Nuova operazione del comando interforze ieri nella piana di Gioia Tauro e nell'area tirrenica. È la ventesima contro il caporalato e il lavoro nero da quando, poco più di due anni fa, il ministero lanciò Focus Ndrangheta, il piano d'azione per la sicurezza che coinvolge tutte le forze dell'ordine. Uomini dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale e dell'ispettorato del lavoro uniti anche ieri nella zona tirrenica del reggino.

 


Dopo numerosi blitz dedicati alla situazione dei braccianti africani ed europei negli agrumeti e negli uliveti del territorio, l'azione del comando interforze si è concentrata sulle attività di ristorazione, dell'edilizia e della panificazione. 36 sono state le persone sottoposte a verifica, di cui 1 in posizione irregolare.

 

I controlli sono sfociati in 11 sanzioni amministrative, pari ad un valore di oltre 31mila euro, per violazioni delle norme in materia di regolarità delle posizioni lavorative e di igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro. Il titolare di un'impresa è stato denunciato all'autorità giudiziaria per avere realizzato un’opera abusiva. Una delle aziende è risultata, infine, riconducibile a una delle locali cosche di ndrangheta.

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