Cariati, la promessa di querela per le critiche che non piacciono

Il sindaco facente funzioni Ines Scalioti medita di portarci in tribunale. Ma noi continueremo a scrivere quello che riteniamo giusto

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di Salvatore Bruno
14 marzo 2020
19:25
Il palazzo comunale di Cariati
Il palazzo comunale di Cariati

La presidente della Regione Jole Santelli, di comune accordo con il Dipartimento Tutela della Salute, ha adottato la scelta, riteniamo condivisibile, di pubblicare ogni sera il bollettino aggiornato della situazione in Calabria riguardo all’emergenza coronavirus.

Un solo canale ufficiale

Una scelta dettata evidentemente, proprio dal timore che altre figure più o meno istituzionali, fossero anche consiglieri regionali, sindaci o amministratori di condominio, si arrogassero la funzione di fornire notizie, non importa se veritiere o meno, sul numero delle persone positive al Covid 19. Anche per evitare allarmismi nelle comunità ed intralci nel lavoro meritorio svolto dal personale medico e dai componenti della task force dell’Asp, impegnati a predisporre le quarantene con sorveglianza attiva.

A cosa serve questa comunicazione

Per tale motivo francamente non si capisce per quale motivo un sindaco, anzi, un facente funzioni di sindaco come Ines Scalioti da Cariati, avverta la necessità di fornire informazioni che le stesse autorità sanitarie non ritengono utile diffondere. Questo abbiamo voluto sottolineare nell’articolo pubblicato su lacnews24.it per il quale l’amministrazione comunale ha annunciato con una nota di aver «dato mandato ai legali dell’ente per procedere con querela per diffamazione a mezzo stampa, offesa all’immagine dell’istituzione pubblica e procurato allarme» ritenendo le parole e i toni usati dall’estensore «tanto spregiativi ed incomprensibili quanto ingiustificati ed intollerabili che non soltanto non dovrebbero essere consentiti dalla deontologia giornalistica ma che contribuiscono ad alimentare dubbi nel lettore, alimentando inutili strumentalizzazioni e procurando oggettivo allarme rispetto alla credibilità stessa delle istituzioni locali».

Siamo costernati

Se Ines Scalioti se l’è presa siamo costernati. Quali siano i profili di diffamazione e procurato allarme ci sfuggono. Se intende spendere i soldi dei contribuenti per una causa in tribunale si accomodi, perché il nostro diritto di critica, prerogativa irrinunciabile per ogni giornalista, lo difenderemo in tutte le sedi.

Giornalista
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