Locri, il sindacato Uil denuncia: «Spreco di denaro pubblico in ospedale»

La sigla sindacale ha presentato un esposto alla Corte dei Conti. Il segretario Nicola Simone: «Sperpero inquantificabile dal 2016 ad oggi»

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di Ilario  Balì
22 ottobre 2020
11:34

Un costante e reiterato sperpero di denaro pubblico inquantificabile dal 2016 ad oggi per mantenere reparti fantasma all’ospedale di Locri. È quanto sostiene la segreteria provinciale della Uil-Fpl di Reggio Calabria, che ha presentato un esposto-denuncia alla Corte dei Conti di Catanzaro. Secondo il sindacato tale condotta illegittima avrebbe prodotto anche una distrazione di personale, un utilizzo improprio dei locali nonché un consumo abnorme di farmaci e servizi.

«In particolare – osserva il sindacalista Nicola Simone – esempi eclatanti sono rappresentati dal mantenimento in attività dei reparti di allergologia, dermatologia e dei poliambulatori dell’ospedale di Locri, che in questi anni hanno continuato illegittimamente ad auto-gestirsi con l’avallo dei vari direttori generali, sanitari, amministrativi ed ospedalieri che si sono succeduti dal  2016 a tutt’oggi».


Uno spreco ingente che secondo il segretario territoriale si poteva e si doveva evitare, alla luce soprattutto della nuova emergenza Coronavirus. «Non esiste organizzazione all’interno del presidio ospedaliero, non esistono i passaggi obbligatori per casi positivi né un reparto di rianimazione per ricoverare i contagiati gravi». Nel mirino del sindacato anche il servizio di emergenza-urgenza. «E’ da terzo mondo – tuona Simone – e non si riesce a capire come viene gestito. Anche su questo la Uil, a giorni, presenterà una nuova denuncia».

Giornalista
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