Maltempo, la Calabria chiede lo Stato di emergenza. Italia in ginocchio

Sono 12 le regioni che presenteranno la richiesta a Palazzo Chigi. Tantissimi i disagi e le criticità da nord a sud. Massima attenzione nel Parmense: Protezione civile pronta ad evacuare i residenti se sarà necessario

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di Redazione
25 novembre 2019
11:50

Non si ferma l’ondata di maltempo che nel fine settimana si è abbattuta su tutta l’Italia e che sta mettendo in ginocchio l’intera Penisola, causando danni e disagi da Sud a Nord. Sono 12 le Regioni che presenteranno la richiesta di Stato di emergenza. Le richieste, secondo quanto si apprende, sono arrivate al Dipartimento della Protezione Civile da PiemonteVeneto, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Lazio, Sardegna, Calabria, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Trentino Alto Adige. Le richieste saranno trasmesse a breve a palazzo Chigi.

 

Restano critiche le condizioni in Calabria, dove piove ininterrottamente da sabato sera e ieri alcune strade erano  state invase dall'acqua a Reggio e Lamezia Terme (Catanzaro). Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ha deciso di chiudere le scuole in via precauzionale e per lavori di manutenzione in città. Nonostante il declassamento dello stato di allerta da rosso ad arancione restano le criticità per frane, smottamenti e allagamenti. «Procederemo alla richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza al Governo nazionale, in modo da dare una pronta risposta ai danni che si sono registrati e continueremo le azioni di prevenzione, garantendo sempre un forte supporto ai sindaci calabresi, per far sì che il nostro territorio, particolarmente fragile, possa affrontare questi eventi meteorologici violenti», ha riferito in una nota stampa il governatore della Calabria Mario Oliverio.

 

Allerta per il Po

E' atteso in serata il colmo della piena del Po in Emilia, che a Cremona ha già parzialmente invaso le società canottieri e il parco delle colonie padane. «Stiamo monitorando il passaggio della piena, seguendo i bollettini. Ci attendiamo una piena molto importante, è stimata con una quota di otto metri», ha spiegato all'Ansa l'assessore regionale alla Protezione civile Paola Gazzolo, dicendo di essere "fiduciosa" per la situazione nelle prossime ore. «Sono attivati i monitoraggi in tutti i tratti, tra Piacenza e Parma», prosegue Gazzolo. Al momento in regione si registrano «criticità diffuse», in particolare diverse frane in Appennino causate dal maltempo e tutte sono seguite dalla protezione civile regionale. Nel Parmense l'attenzione è massima per questo pomeriggio, quando si prevede che venga superata l'allerta di livello 3. La protezione civile è pronta ad evacuare i residenti se sarà necessario.

 

Esonda il Ticino a Pavia

Critica la situazione anche nel Pavese. Nella notte il Ticino è esondato nel rione del Borgo Basso, a Pavia: l'acqua è salita per alcuni centimetri in via Milazzo, la strada che si affaccia sul fiume. Stamattina la Protezione civile e gli addetti del Comune hanno aiutato i residenti a uscire di casa e in piazzale Ghinaglia è attivo un presidio con pompieri e 118. Al Ponte della Becca il Po continua a salire: alle 8 aveva raggiunto i 5,85 metri sopra lo zero. La soglia di allarme rosso, a più 5,50, è stata toccata stanotte. Il fiume è già esondato in parte delle aree golenali. Le maggiori preoccupazioni nella frazione Vaccarizza del Comune di Linarolo, la più vicina al fiume. La pioggia si è fermata, ma si attende il passaggio di una nuova ondata di piena.

 

Sardegna, strade chiuse e scuole evacuate

Tra le zone più colpite dal maltempo, c'è anche la Sardegna, in particolare la provincia di Sassari dove piove da ore ininterrottamente. Forti disagi si stanno registrando in questo territorio, dove è stata chiusa per allagamenti anche la 131 all'altezza delle gallerie di Chiguzzu. Inoltre, sono stati evacuati a Caniga due edifici della scuola dell'infanzia e della scuola primaria, completamente allagati. Alcune zone dell'abitato sono state chiuse al traffico e i vigili del fuoco hanno evacuati uffici e negozi.

 

Riaperta l’A21 Torino-Piacenza

Alle 6.30 di questa mattina, invece, è stata riaperta a una sola corsia per senso di marcia, l’A21 Torino-Piacenza, chiusa ieri sera tra Asti e Villanova per l’apertura di una voragine causata dalle forti piogge. Dalle dieci il ritorno alla normalità, fa sapere la Satap (del gruppo Gavio) sottolineando che «mezzi e tecnici hanno lavorato tutta la notte».  «A seguito degli eccezionali eventi atmosferici che nella giornata di ieri hanno colpito l'Astigiano – spiega la società in una nota - sull'A21 si è verificata l'erosione di una porzione del manto stradale, provocando una frattura in corrispondenza della carreggiata in direzione Torino, nei pressi dello svincolo di Asti», senza «danni o lesioni agli utenti in transito».

 

Scuole superiori oggi chiuse ad Asti, su decisione del sindaco Maurizio Rasero in  conseguenza del blocco di parte dell'autostrada e delle prevedibili ripercussioni sul traffico in città. La situazione è ancora difficile anche nel Cuneese, con numerose provinciali chiuse al transito per allagamenti. A Cavallermaggiore è isolata la frazione Foresto mentre è rientrato l'allarme a Cardè, dove l'acqua è defluita dal centro. Sono 653 le persone evacuate in Piemonte a causa del maltempo, 234 nell'Alessandrino, dove ieri è morta una donna travolta dalla piena della Bormida e 258 nel Cuneese. Riapre oggi lo stabilimento della Ferrero ad Alba chiuso per il maltempo nel weekend.

 

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