In gita con Marica, compagni come fratelli per la studentessa sulla sedia a rotelle

VIDEO | Ha realizzato il suo sogno la 12enne catanzarese immobilizzata da una grave malattia genetica. Desiderava andare in viaggio di studio con i suoi amici ed è stato possibile grazie alla sensibilità della scuola e dei ragazzi: «Una lezione di vita per tutti»

di Rossella  Galati
7 aprile 2019
17:11

«Sapevamo tutti che andare in gita con Marica sarebbe stata una grande responsabilità ma alla fine è stata un’esperienza fantastica perché Marica è come noi, non è diversa. E’ una ragazza che sa sempre sorridere alla vita nonostante tutte le difficoltà». Francesca racconta così l’esperienza vissuta in gita scolastica insieme alla sua amica Marica, 12enne affetta sin dalla nascita da glicogenosi di tipo 2, una malattia genetica rara che, nonostante un grave deficit motorio, non le impedisce di studiare, sorridere, scherzare e cantare con i suoi compagni e che non le ha impedito nemmeno di realizzare il suo sogno: andare in gita di fine anno. Un viaggio di istruzione, il primo in assoluto per Marica, che l’Istituto Comprensivo Pascoli Aldisio di Catanzaro, ha organizzato andando incontro alle sue esigenze.«Marica per noi è una risorsa perché ci da la possibilità di essere migliori – ha sottolineato la dirigente scolastica Lidia Elia -. È un esempio di inclusione, di integrazione perfetta nella scuola. Ed è un esempio anche di grande collaborazione di rapporto scuola famiglia».

Una lezione di vita

Quello che resta di quel viaggio a Padula, Pertosa, Napoli e Pompei non solo scatti fotografici ma sono soprattutto insegnamenti di vita che i compagni di Marica porteranno per sempre con loro: «Ci ha ricordato che tutti sottovalutiamo il valore di ogni singolo secondo perché un secondo per lei può valere una vita e abbiamo capito l’importanza dell’amore nonostante tutto». Un grande esempio di integrazione nel contesto scolastico e sociale dunque e una grande forza, quella di mamma Angela Donato: «La malattia di Marica è una malattia rarissima. Quando è nata lei c’erano soltanto cinquanta casi in tutto il mondo e non c’era una cura quindi io non avevo prospettive per poter dare una vita regolare a questa bambina, neanche la medicina mi aiutava. Io posso avere Marica con me altri dieci anni così come la posso avere solo per una altro giorno. E proprio perché non ho contezza del tempo che posso trascorrere con lei, ho deciso di farle vivere tutte le esperienze – spiega mamma Angela -. Era suo desiderio andare in gita di fine anno con i compagni  e abbiamo fatto in modo che questo accadesse».

La gratitudine di Marica

 «È stata un’esperienza fantastica. Era il mio più grande desiderio – racconta Marica -. Il grazie più grande va ai miei compagni che mi hanno fatto divertire. Mi hanno fatto sentire uguale a loro, e non tutti capiscono che io sono uguale a loro. Grazie ai professori che hanno permesso tutto questo. E un grazie anche alla preside perché se tutto è avvenuto è soprattutto grazie a lei».

 

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