Matrimoni falsi a Catanzaro, in due si avvalgono della facoltà di non rispondere

Ha invece deciso di rispondere alle domande del Gip la cittadina cinese accusata di aver favorito unioni fittizie tra connazionali

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di Luana  Costa
16 marzo 2020
22:00

Si sono svolti questa mattina gli interrogatori di garanzia per alcuni degli indagati coinvolti nell'inchiesta denominata Lucciole e Lanterne, eseguita dalla squadra mobile di Catanzato sotto il coordinamento della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. 

 

In particolare, questa mattina sono stati interrogati dal Gip del Tribunale di Catanzaro Cesare Votta e Rita Maletta, accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbero organizzato un sistema che consentiva a cittadini di nazionalità cinese di ottenere il permesso di soggiorno attraverso la celebrazione di matrimoni fittizi. Entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

 

Ha invece deciso di rispondere alle accuse Yu Jinwei che ha fornito la sua versione dei fatti. La donna ha dichiarato di essere punto di riferimento per tutta la comunità cinese e che i suoi connazionali si rivolgevano a lei per il disbrigo di qualsiasi pratica. In ordine ai quattro presunti matrimoni fittizi ha respinto tutte le accuse, affermando con forza e convinzione che i matrimoni erano assolutamente veri e non fasulli. Tanto è vero che almeno in due casi, le unioni non sarebbero state ancora sciolte. Ha inoltre rigettato le accuse relative alle dazioni di danaro che, a suo dire, non avrebbe mai posto in essere. Tutti sono difesi dall'avvocato Antonio Ludovico del foro di Catanzaro

Giornalista
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