Maxirissa a Grisolia, vecchie ruggini che potevano trasformarsi in tragedia

Gli uomini del capitano Andrea Massari sono alla ricerca dell'arma. Fondamentale per le indagini le testimonianze di alcune persone che hanno assistito alla scena

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di Francesca  Lagatta
6 giugno 2019
10:33

Gli inquirenti sono rimasti a lavoro fino a notte fonda per ricostruire l'esatta dinamica della maxirissa tra famiglie consumatasi nel tardo pomeriggio di ieri in strada a Grisolia, comunità di poco più di 2200 anime ai piedi del Pollino, geograficamente disegnata sul versante tirrenico cosentino.

La dinamica

Il violento litigio è scoppiato intorno alle 19:30 e per gli investigatori ad innescarlo sarebbero stati dei futili motivi, quali vecchie ruggini tra rivali consolidatesi nel tempo. Al culmine dell'ennesimo alterco, la situazione sarebbe degenerata quando un giovane pregiudicato, componente di uno dei due nuclei familiari, ha imbracciato un fucile da caccia e ha esploso un colpo. Forse in aria, per spargere terrore, o forse all'indirizzo degli antagonisti. Per fortuna nessuno è rimasto ferito dallo sparo, ma gli inquirenti stanno cercando di capire proprio quali fossero le intenzioni e le responsabilità di tutte le persone coinvolte. Intanto le indagini, affidate alla Compagnia dei carabinieri di Scalea, vanno avanti a tutto spiano e al momento sono concentrate sulla ricerca dell'arma. Fondamentali, per gli uomini del capitano Andrea Massari, sono state le testimonianze di alcune persone che hanno assistito alla scena. Al momento, nessuna delle persone coinvolte risulta in stato di arresto o ufficialmente indagata.

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