Arrestato il sindaco di San Vito sullo Ionio: avrebbe chiesto mazzette per il parco eolico

VIDEO | Il primo cittadino Alessandro Doria avrebbe prima chiesto 5mila euro per portare la pratica in Consiglio comunale. Ad avvenuta deliberazione favorevole l’ulteriore versamento di 75mila euro

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di Luana  Costa
22 aprile 2020
09:34

Un’ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari, è stata emessa questa mattina dal Gip di Catanzaro, Claudio Paris, su richiesta della locale Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Alessandro Doria, sindaco del Comune di San Vito sullo Ionio in provincia di Catanzaro, indagato per istigazione alla corruzione e corruzione per l’esercizio della funzione.

Le indagini

Il provvedimento scaturisce da una attività investigativa condotta dai carabinieri della compagnia di Soverato e diretta dal procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri, dal procuratore aggiunto, Giancarlo Novelli, e dal sostituto Procuratore, Graziella Viscomi.

 

Le indagini hanno avuto inizio nell’estate del 2019 a seguito della denuncia di un amministratore locale del comprensorio soveratese, in relazione a un presunto caso di corruzione nell’ambito dell’iter per la realizzazione del parco eolico nel territorio del comune di San Vito sullo Ionio.

Secondo gli elementi raccolti nel corso delle indagini, il sindaco Doria avrebbe richiesto, tramite il denunciante, la somma di 5.000 ai dirigenti della società “Parco Eolico di S. Vito S.r.l.”, incaricata della realizzazione del parco eolico, per portare all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del centro sanvitese lo svincolo demaniale degli “usi civici”, provvedimento necessario per il completamento del progetto, avviato nel 2002. Ad avvenuta deliberazione favorevole, Doria avrebbe ottenuto l’ulteriore versamento di 75.000.

 

Inoltre, durante lo svolgimento delle indagini, sarebbe emersa una ulteriore e diversa condotta illecita da parte dello stesso sindaco di San Vito sullo Jonio (difeso da Antonio Lomonaco), consistita nel richiedere indebitamente la somma di 1.500 a un imprenditore catanzarese, impegnandosi, come contropartita, a fargli riconoscere e liquidare dall’amministrazione comunale crediti per 20.000, corrispondenti a lavori relativi al servizio di depurazione comunale.

Nel medesimo contesto sono stati eseguiti un decreto di perquisizione e sequestro di materiale informatico a carico dell’amministratore che aveva presentato la prima denuncia nei confronti di Doria. Si tratta del sindaco di San Sostene Luigi Aloisio, e un avviso di garanzia nei confronti dell'imprenditore catanzarese, Mario Minieri.

Giornalista
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