È morta di meningite la sedicenne all’ospedale di Reggio Calabria

Arriva la conferma del Grande ospedale metropolitano che precisa: «Giovane arrivata già in condizioni critiche». E rassicura su allarmismi: «Contagi solo in caso di stretti contatti»

di Redazione
6 gennaio 2020
19:50

Reggio e la Calabria intera piangono la morte di una sedicenne deceduta all'ospedale di Reggio Calabria. La notizia si era diffusa questa mattina, l'ipotesi era meningite. Ipotesi confermata dalla direzione aziendale del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria che «esprime la propria tristezza per la scomparsa della giovane M.A. ed il cordoglio ai suoi familiari».

La direzione ha ritenuto opportuno precisare che il decesso «si è verificato per sepsi meningococcica microbiologicamente accertata, malattia gravata da elevatissima mortalità anche quando opportunamente e tempestivamente trattata.

La giovane - si legge in una nota la cui sintomatologia era iniziata da alcuni giorni, è pervenuta al pronto Soccorso degli ospedali Riuniti alle ore 11:18 del 5 gennaio e avviata al reparto di Pediatria, dove le condizioni cliniche erano apparse subito critiche e, soprattutto, repentinamente ingravescenti per una severa insufficienza multiorgano ed una grave coagulopatia da consumo.

I medici e gli infermieri dei reparti di Pediatria, Cardiologia, Rianimazione ed Ematologia hanno prontamente avviato le manovre rianimatorie, che sono state ripetute e prolungate, nonché tutte le necessarie indagini diagnostiche strumentali e di laboratorio; il decesso è intervenuto alle ore 14 della stessa giornata».

Nella nota si legge ancora che«la diagnosi definitiva è stata effettuata nella mattina del 6 gennaio in seguito alla positivizzazione dell’emocoltura effettuata il giorno precedente sulla quale è stata eseguita multiplex-PCR per la ricerca di batteri nel sangue (FilmArray) confermata dall’esame batterioscopico; successivamente si procederà alla caratterizzazione del sierogruppo.
La diagnosi è stata notificata stamattina stessa al direttore dell’ufficio Igiene dell’Asp di Reggio Calabria per gli opportuni e consequenziali provvedimenti di verifica e profilassi».


La direzione aziendale «ritiene infine di dover rivolgere un appello volto ad evitare ogni ingiustificato allarmismo, considerato che il contagio di questa patologia si realizza solo attraverso un contatto stretto e prolungato con una persona colpita dall’infezione».

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