Miseferi ricorda Battaglia: «Quel maledetto 26 giugno il nostro ultimo caffè»

Con un lungo post su facebook l’attore ricorda il collega e fraterno amico scomparso nell’aprile scorso: «Da quell'istante nulla è stato più lo stesso. Solo “vite sospese”»

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di Redazione
26 giugno 2019
12:39
Miseferi e Battaglia
Miseferi e Battaglia

Si è spento nell'aprile dopo nove mesi di sofferenze. L’attore e comico reggino Giacomo Battaglia era stato colpito infatti da un ictus da cui non si era mai ripreso. Era il 26 giugno del 2018, una data che il collega e fraterno amico Gigi Miseferi non dimenticherà, una «data maledetta».

 

Sul suo profilo Facebook Gigi scrive un lungo post in cui ricorda quel giorno che cambiò per sempre la vita di Giacomo e di tutte le persone che gli volevano bene. Era il giorno dell’inizio del calvario: «Esattamente un anno fa, la mattina del 26 giugno 2018 abbiamo bevuto il nostro ultimo caffè mattutino, insieme. Poi siamo andati alla Casa Circondariale di Reggio Calabria a offrire il nostro apettacolo, come facevamo da anni. Due ore insieme sul palco, condiviso con altri amici artisti e nonostante da sei mesi avessi il tuo appuntamento con la "pozione di Obelix", come la chiamavi Tu, in scena sei stato perfetto. Ritmo sostenuto, niente fiatone, nessun segnale di un minimo affaticamento. Insomma – scrive Miseferi nel post - nulla che lasciasse presagire ciò che sarebbe accaduto dopo alcune ore. Ci siamo salutati a mezzogiorno e dati appuntamento per il dopo cena».

 

Poi Gigi ricorda una telefonata giunta in serata: «Una parola, come un fendente, ha tagliato l'aria e strozzato la mia reazione: "Ictus"! Da quell'istante, nulla è stato più lo stesso! Solo "vite sospese". Per nove mesi. La tua e quella di chi ti è stato sempre accanto. Dal pronto soccorso, fin dentro la sala operatoria nel cuore della notte. Al giorno dopo, in cui seduto accanto al tuo letto in ospedale, per ore ti ho tenuto la mano mentre tu me la stringevi continuamente. Io, non sapendo se fosse un riflesso condizionato o se volessi comunicarmi qualcosa, ti parlavo in continuazione...improvvisando. Proprio come accadeva spesso sul palcoscenico in cui tu già sapevi dove andavo a parare. Ma in quei dannati momenti la mia mente cercava solo frasi di circostanza che volevano essere rassicuranti, ipotizzando che tu potessi sentirle senza però poter rispondere! Poi, con il passare dei giorni sei sprofondato in una voragine senza via di ritorno e noi con te. Ecco, io non sono nessuno per giudicare ciò che il destino riserva per ciascuno di noi ma vorrei avere almeno il diritto di pensare che non è stato giusto quanto ti è accaduto!!! Troppo presto! Nonostante da anni, lavorassimo anche individualmente, avevamo ancora tantissime cose da fare insieme, progetti da realizzare e soprattutto tanta vita da condividere. Come facevamo sempre in questi giorni - conclude il post - all'inizio della bella stagione, che per me, da allora, anche se ti ho promesso di ricordarti sempre "con il sorriso sulle labbra", saranno sempre privi dei loro reali colori e sapori. E la chiamano estate...».

 

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