Il sindaco obbliga i locali a stare aperti fino a tarda notte, protestano gli operatori

VIDEO | Monta la protesta contro l’ordinanza voluta dal primo cittadino di Crosia Antonio Russo che non molla ma anzi rincara:«Ai trasgressori sarà revocata la concessione». Intanto fioccano le multe

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di Matteo Lauria
4 agosto 2020
13:29

Fioccano le multe a Crosia: operatori turistici presi di mira per inottemperanza all’obbligo di restare aperti fino alle 3 notte. È questa l’ordinanza della discordia verso cui il sindaco Antonio Russo non è disposto a fare alcun passo indietro, anzi, incalza: «Se non sarà rispettata si procederà alla revoca della concessione». È muro contro muro tra le parti.

Gli operatori turistici avrebbero voluto essere coinvolti ancor prima di emettere l’ordinanza al fine di rendere partecipe l’amministrazione comunale delle problematiche attinenti la categoria a partire dai condizionamenti derivanti dalla pandemia, la cui caratterizzazione ha richiesto nuovi investimenti non previsti. Contestano dunque il metodo con cui il sindaco Russo si è posto. L’amministratore, dal canto suo, non sopporta l’idea di vedere una città turistica spenta che deve poter offrire dei servizi, incentivando la ricettività e l’attrazione. «Se si chiude alle 21  in pieno agosto che tipo di turismo possiamo offrire ai chi viene a Mirto?».

Questo è lo spirito dell’ordinanza voluta dall’amministrazione Russo in linea con il quadro normativo. Si tratta di un provvedimento rivolto ai titolari delle concessioni comunali sul lungomare Centofontane. Il sindaco Russo non intende indietreggiare, piuttosto incalza: «A chi non ci sta suggerisco di restituire le concessioni perché ci sono centinaia di operatori disposti a lavorare nell’interesse della comunità». Riguardo all’accusa del mancato coinvolgimento degli operatori ancor prima di emettere l’ordinanza il sindaco Russo è perentorio: «La concessione prevede che i titolari devono sottostare agli orari che stabilisce l’amministrazione comunale». Per Russo la protesta innescata è una sfida contro le istituzioni.

Per gli operatori turistici il procrastinare dell’orario di lavoro corrisponde a spese aggiuntive, ivi incluso l’aumento del personale. «C’è poco turismo, i locali sono vuoti e il segnale che si dà all’esterno quando un ristorante o un lounge bar sono deserti è deleterio. C’è chi pensa che sia il locale che non vada, mentre invece non c’è utenza».

Per il sindaco Russo ci sono invece delle località in cui sono i gestori della movida che, professionisti del mestiere, riescono ad intercettare utenza per capacità organizzativa e intuito imprenditoriale. Nel frattempo, tra chi protesta, emerge il dato di un centro turistico/balneare ingessato, fermo sotto il profilo delle iniziative infrastrutturali e ricettive. Richiamati: la mancanza del piano spiaggia, la realizzazione del porticciolo turistico, il bando per l’apertura di nuovi lotti lungo la riviera. Tutti punti attenzionati – ha ribadito il sindaco Russo – dall’amministrazione in carica.   

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