Palazzo degli ignobili: in nove rispondono al gip, in tre tacciono VIDEO

Nelle prossime ore il gip dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta della Procura di procedere all'interdizione dai pubblici uffici per dodici vigili

di Gabriella Passariello
20 aprile 2015
17:46

Nell'aula bunker di Catanzar sono durati oltre sei ore gli interrogatori per i dodici dei 40 indagati finiti nella più vasta inchiesta battezzata “Palazzo degli ignobili” per i quali si ipotizzano a vario titolo i reati di associazione a delinquere, truffa aggravata, abuso di ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità materiale e simulazione di reato per un giro di multe cancellate. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere il capo della Polizia municipale Giuseppe Antonio Salerno, e i vigili Luigi Talarico, Umberto Raimondo  (difesi rispettivamente dai legali Carlo Petitto, Gregorio Ferrari e Antonio Chiarella) mentre hanno risposto alle domande del gip del Tribunale di Catanzaro Ilaria Tarantino,il tenente colonello Salvatore Tarantino e i colleghi Ivan L’Arocca, Rocco Cristallo, Carmine Calabrese, Giuseppe Canino, Luigi Sacco,Domenico Amico, Maria Teresa De Masi e Luigi Veraldi difesi dagli avvocati ( Gregorio Viscomi, Nicola Tavano, Aldo Casalinuovo, Francesco Di Lieto, Massimo Grassellini, Francesco Cricelli, Domenico Grisolia). Il difensore di Salerno, Carlo Petitto ha deciso di tacere davanti al gip, perché è stata rigettata la richiesta di prendere visione degli atti del procedimento, determinando l’impossibilità di esercitare il diritto di difesa. Gli interrogatori si sono resi necessari perché il gip possa decidere sull’interdizione da pubblici uffici richiesta dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Gerardo Dominijanni, titolare del fascicolo. Nelle prossime ore il giudice per le indagini preliminari firmataria dell’ordinanza dovrà decidere se sbattere fuori dalle pubbliche funzioni i dodici indagati. Bocciata invece la richiesta di mandare dietro le sbarre il tenente colonello Tarantino e ai domiciliari gli ex assessori Massimo Lomonaco, Stefania Lo Giudice e il capo dei vigili Salerno. Pur ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, a carico di Lomonaco e Logiudice, non esiste il pericolo di reiterazione del reato, atteso che entrambi non ricoprono più alcuna carica all’interno dell’amministrazione comunale catanzarese, né sussiste il concreto pericolo che gli indagati possano inquinare le prove. Quanto a Tarantino e Salerno il gip ha definito eccessiva la richiesta del pm in relazione alle modalità dei fatti. Tra i 40 indagati anche il sindaco Sergio Abramo, l’attuale consigliere regionale Mimmo Tallini e due carabinieri. Molti nomi erano già usciti più di un anno fa, messi nero su bianco in alcune intercettazioni telefoniche e ambientali, allegate ad un’altra inchiesta denominata “ false firme”, che avevano svelato il mal costume di politici e amministratori, alle prese non solo con le cancellazioni delle multe, l'utilizzo del cellulare del Comune per scopi personali, le lottizzazioni di Giovino, la festa del cioccolato, altri risultano nelle 43 pagine dell’ordinanza firmata dal gip del Tribunale del capoluogo Ilaria Tarantino, notificata agli indagati dagli uomini della Digos che hanno svolto le indagini. La più grave accusa di associazione a delinquere pende come una spada di damocle sugli ex assessori comunali Massimo Lomonaco , Stefania Lo Giudice, il capo della polizia municipale Giuseppe Antonio Salerno e il maggiore  Salvatore Tarantino. I primi due per acquisire consenso elettorale e  gli altri due per ottenere  prestigio in ambito politico si sarebbero associati per far ottenere o conseguire ingiusti profitti patrimoniali con l’annullamento illegittimo di una valanga di multe, abusando e strumentalizzando il potere e le funzioni di cui erano investiti.

Gabriella Passariello

 


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