Narcotraffico internazionale: 10 condanne a Vibo nel processo Stammer

Sono invece 14 le assoluzioni del Tribunale nell’inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro contro i cartelli della droga

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di G. B.
15 giugno 2020
22:36

Sentenza del Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Tiziana Macrì (a latere i giudici Brigida Cavasino e Gilda Romano, nel processo nato dall’operazione “Stammer” contro il narcotraffico internazionale. 

Questo il verdetto: 16 anni di carcere per Antonio Grillo, di 42 anni, di San Calogero (30 anni la richiesta del pm, difeso dall’avvocato Giovanni Vecchio); 15 anni per Giuseppe Grillo, di 39 anni, di San Calogero (28 anni la richiesta del pm, difeso dall’avvocato Giovanni Vecchio); 14 anni e 6 mesi per Pasquale Grillo, di 71 anni, di San Calogero (padre di primi due, 26 anni la richiesta di pena per lui, difeso dall’avvocato Giovanni Vecchio); assolto Mario Calesse, 45 anni, di Sant’Eufemia d’Aspromonte, residente a Muggiò (Mb), 12 anni la richiesta di pena per lui (difeso dall’avvocato Luigi La Scala); assoluzione Giuseppe Careri, di 49 anni, di Rosarno (13 anni la richiesta di pena); condanna ad un anno per Franco Greco, di 48 anni, di Marcedusa (18 anni chiesti dal pm); 15 anni e 6 mesi per Rocco Iannello, di 45 anni, di San Giovanni di Mileto (chiesti 26 anni dal pm, difeso dall’avvocato Giuseppe Di Renzo); 15 anni per Fortunato Loschiavo, di 49 anni, di Mileto (chiesti 28 anni dal pm, difeso dall’avvocato Diego Brancia); assoluzione per Fulvio Luccisano, di 33 anni, di Mileto (chiesti 16 anni, difeso dagli avvocati Michelangelo Miceli e Leopoldo Marchese); assoluzione per Vania Luccisano, di 40 anni, di Mileto (chiesti 16 anni, assistita dagli avvocati Michelangelo Miceli e Leopoldo Marchese); assoluzione Ernesto Oliva, di 58 anni, di Terranova da Sibari (Cs), chiesti 16 anni; 5 anni, 4 mesi e 34mila euro di multa per Salvatore Paladino, di Rosarno (chiesti 18 anni, avvocato Giovanni Vecchio); 16 anni per Massimo Pannaci, di 52 anni, di Vibo Valentia (chiesti 28 anni); assolto Pasquale Pititto, di 52 anni, di San Giovanni di Mileto (30 anni la richiesta del pm, difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Giovanni Marafioti); assoluzione Antonio Prostamo, di 31 anni, di San Giovanni di Mileto (chiesti 12 anni dal pm, difeso dall’avvocato Giuseppe Grande); assoluzione Giuseppe Rondinelli, di 42 anni, di Botricello (chiesti 18 anni); assoluzione Antonio Scicchitano, di 47 anni, di Botricello (chiesti 18 anni); assoluzione Antonino Suppa, 46 anni, di Francica (chiesti 16 anni); 16 anni per Antonio Varone, di 45 anni, di Mileto (chiesti 28 anni, difeso dagli avvocati Michelangelo Miceli e Sergio Rotundo); assoluzione Leonardo Florio, di 56 anni, di Vibo Marina (chiesti 12 anni); assoluzione Domenico Luccisano, di 37 anni, di Mileto (chiesti 12 anni, difeso dall’avvocato Tommaso Zavaglia); 15 anni Osvaldo Mena Nunez, di 55 anni, della Repubblica Dominicana (chiesti 26 anni). L’assoluzione era stata chiesta dallo stesso pm nei confronti di Michell Vincenzo Piperno, di 38 anni, di San Costantino Calabro, e per Francesco Paladino di Rosarno (avvocato Vecchio).

 

Secondo l’accusa – rappresentata dal pm della Dda di Catanzaro, Antonio De Bernardo – la consorteria attiva nel circondario vibonese, storicamente inserita nel traffico internazionale di stupefacenti, al fine di sopperire alle richieste sempre maggiori e diversificate del mercato della droga, e considerato il protrarsi dei tempi di attesa per l’approvvigionamento della cocaina dal Sudamerica, avrebbe intessuto trattative con gli albanesi, per il tramite di sodali brindisini, funzionali all’approvvigionamento di enormi partite di marijuana.

I vibonesi avrebbero inoltre ospitato a Mileto l’emissario albanese giunto a garanzia dell’importazione. In tale occasione, lo stupefacente commissionato sarebbe stato volutamente dirottato dalla Puglia verso il porto di Ancona, concludendo il suo viaggio a Milano dove il sodalizio vantava la presenza di accoliti utilizzati per la vendita nel circondario milanese.  

 

L’inchiesta è nata da una comunicazione pervenuta nel novembre 2014 dal National Crime Agency (N.C.A.) dell’ambasciata della Gran Bretagna in Italia. In particolare, il National Crime Agency, recependo un’analoga segnalazione del paritetico organismo in Colombia, ha segnalato la connivenza tra un’organizzazione criminale colombiana e una italiana impegnate nell’importazione di ingenti quantitativi di cocaina dal Sudamerica da destinare al mercato europeo.

Nel corso delle conversazioni captate sono poi emersi chiari riferimenti alla spedizione dello stupefacente, ai prezzi, al quantitativo e al successivo trasporto. Tutti i dati segnalati dal National Crime Agency sono stati quindi pienamente riscontrati nel corso della successiva attività di indagine della Dda di Catanzaro denominata “Stammer”.

 

Dalla Colombia sarebbe quindi giunto nel vibonese il narcos Jota-Jota, ricevuto a San Calogero nella sala ricevimenti del ristorante di Antonio Grillo. Altro colombiano arrivato a Vibo, John Peludo, è stato invece ospitato in via Gagliardi a Vibo Valentia, nella casa di Oksana Verman, ucraina passata fra le fila dei collaboratori di giustizia ed all’epoca compagna di Salvatore Pititto. 

 

Attraverso le microspie piazzate nella casa della donna, gli investigatori della Guardia di finanza sono quindi riusciti a ricostruire parte dell’organizzazione interessata al narcotraffico, con Massimo Pannaci, di Vibo Valentia, che avrebbe accompagnato John Peludo a Roma per la consegna del denaro necessario per un carico di cocaina (63 chili) poi sequestrato nel porto di Livorno nell’agosto del 2015. 

Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati: Diego Brancia, Michelangelo Miceli, Giuseppe Di Renzo, Giovanni Vecchio, Giuseppe Grande, Tommaso Zavaglia, Leopoldo Marchese, Gregorio Viscomi, Mario Santambrogio, Francesco Sabatino, Giovanni Marafioti, Sergio Rotundo.

Giornalista
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