'Ndrangheta al nord, sindaco di Mantova indagato. Pd: ‘se non si dimette ci dimetteremo noi’

Il sindaco di Mantova Nicola Sodano è indagato nell’inchiesta “Pesci”, una costola dell’operazione Aemila contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta al Nord. Oggi il consiglio comunale. Andrea Munari segretario del Pd: ‘invito tutti i consiglieri di maggioranza ed opposizione a dimettersi’

di Redazione
2 marzo 2015
10:07

“Visto che il sindaco Nicola Sodano non intende dimettersi, nonostante le pesanti accuse che pendono sul suo capo nell’ambito dell’inchiesta antimafia della Procura di Brescia, allora ci dimetteremo noi” e “invito tutti i consiglieri, di minoranza e maggioranza, a fare altrettanto”.

 


Lo ha detto il segretario cittadino e consigliere comunale del Pd, Andrea Murari, durante un incontro sulle mafie al nord in cui era presente il senatore Franco Mirabelli della Commissione parlamentare antimafia che ha dichiarato: “Trovo incredibile che il sindaco di Mantova sia ancora al proprio posto. Sodano conosce bene le accuse che sono uscite sui giornali e che gli sono state contestate. I consiglieri comunali dovrebbero dimettersi, tutti, per dire chiaramente da che parte stanno”.

 

Nella riunione del consiglio, prevista per la giornata di oggi, dovrebbero decidersi le sorti del sindaco Nicola Sodano, indagato nell’inchiesta “Pesci”, una costola dell’ operazione Aemila, contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta al Nord. Secondo quanto riportato sulla Gazzetta di Mantova, il sindaco Sodano avrebbe aiutato l’imprenditore cutrese Antonio Muto a riprendersi l’affare Lagocastello, una lottizzazione che prevede 200 villette e un albergo in riva al lago, bocciata dal consigli di stato nel 2014.

 

Fausto Banzi, consigliere comunale e segretario provinciale di Sel, fa sapere di non essere d’accordo “che siano i consiglieri di opposizione a dimettersi, perché penso che dobbiamo fare la nostra battaglia e premere affinché il Sindaco si dimetta. Invito tutti i cittadini a chiedere le dimissioni direttamente presenziando al consiglio comunale del 2 marzo. Lui ha sbagliato non facciamogli un favore”.

 


Ma, i problemi del sindaco non si fermano qua. Sodano, infatti, ha uno studio di architettura e, in qualità di sindaco si sarebbe adoperato per accaparrarsi importanti lavori. Si aggiungono, quindi le accuse di corruzione e peculato ma, il primo cittadino non sembra voler lasciare la poltrona. Sulla sua pagina Facebook scrive: “Ribadisco la soddisfazione per l’estraneità a mafia e ndrangheta e alla corruzione in atti giudiziari. Estraneità da me sempre fermamente dichiarata sin dal primo giorno. In riferimento alla corruzione e peculato. Riconfermo la mia dichiarazione di innocenza su ogni presunto reato o illazione che mi impegnerò a dimostrare agli inquirenti. In particolare nessun rapporto di affari vi è stato in essere con imprenditori durante il mio mandato di sindaco. Ho solo servito il Comune”.

 

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