Confiscati beni per 500mila euro a 53enne ritenuto affiliato ai clan di Cutro

Destinatario Pasquale Brescia originario di Crotone ma domiciliato a Reggio Emilia. È attualmente detenuto a Parma

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di Redazione
17 giugno 2020
08:48
Dia (foto ansa)
Dia (foto ansa)

La Dia di Bologna, in collaborazione con i colleghi del Centro operativo di Milano e della Sezione operativa di Catanzaro, ha confiscato beni mobili ed immobili, per un valore complessivo stimato in oltre 500mila euro a Pasquale Brescia, 53enne originario di Crotone ma domiciliato a Reggio Emilia, detenuto a Parma.
Nello specifico, in esecuzione dell’odierno provvedimento emesso dal Tribunale di Reggio Emilia sono stati sottoposti a sequestro un appartamento nel comune di Milano e due terreni in Calabria, oltre a diversi rapporti finanziari. 

Pasquale Brescia, trasferitosi in Emilia Romagna dal 1989, ha da subito sviluppato cointeressenze in imprese edili ed immobiliari. Arrestato nel 2015 nell’ambito dell’operazione Aemilia, è stato accusato di appartenere alla ‘ndrangheta operante nel territorio di Reggio Emilia, Parma, Modena e Piacenza, storicamente legata alla cosca egemone in Cutro, facente capo a Nicolino Grande Aracri.

Per tali accuse, nel 2018, è stato condannato con rito abbreviato a 16 anni di reclusione per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, in quanto “imprenditore intraneo” alla citata organizzazione e collaboratore diretto dei boss.

Nello stesso anno, è stato altresì condannato, con rito ordinario, a 6 anni e 9 mesi di reclusione per aver intestato fittiziamente alla moglie la società Antichi Sapori S.r.l., esercente l’attività di ristorazione, al fine di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione.

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