'Ndrangheta, ditta del Crotonese ammessa al controllo giudiziario

Il Tribunale di Catanzaro accoglie l’istanza dell’avvocato Di Renzo finalizzata a neutralizzare gli effetti di un’interdittiva antimafia

di G. B.
19 luglio 2019
16:07
Il tribunale di Catanzaro
Il tribunale di Catanzaro

Il Tribunale di Catanzaro, sezione “Misure di Prevenzione”, ha ammesso la ditta individuale denominata “Antonio Clarà” con sede a Santa Severina – in provincia di Crotone - al controllo giudiziario per la durata di un anno. Accolta così la richiesta dell’avvocato Giuseppe Di Renzo finalizzata a “neutralizzare” gli effetti dell’interdittiva antimafia emessa nei confronti della ditta dalla Prefettura di Crotone. La nomina di un amministratore giudiziario per la ditta mira infatti a garantire la continuità dell’attività di impresa per la salvaguardia del diritto di libertà dell’iniziativa economica, mantenendo i livelli occupazionali.

 

L’interdittiva antimafia è stata emessa sul presupposto che Antonio Clarà è stato arrestato nel gennaio 2012 nell’ambito dell’operazione “Bellu Lavuru”, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip distrettuale di Reggio Calabria per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, e poi rinviato a giudizio. Il processo è tuttora pendente dinanzi al Tribunale di Reggio Calabria. Per la sezione “Misure di Prevenzione” di Catanzaro, il tipo di imputazione (concorso esterno in associazione mafiosa) e il tempo trascorso dal delitto (dal 2006 al 2008) “può deteriminare un giudizio di occasionalità dei contatti tra l’imprenditore e la mafia”. Non permane e non è attuale, dunque, il rischio di infiltrazione mafiosa nell’impresa. Pertanto, in attesa della definizione del giudizio a Reggio Calabria, i giudici di Catanzaro hanno accolto la richiesta dell’avvocato Giuseppe Di Renzo per un controllo giudiziario dell’impresa (capace di scongiurare il rischio di infiltrazioni mafiose) che altrimenti non avrebbe più potuto concludere contratti con la pubblica amministrazione con conseguente pericolo di avvio verso uno stato di decozione finanziaria e di un ingente patrimonio aziendale.

Giornalista
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