La cosca Iannazzo, il clan Mancuso e la Salerno-Reggio

Il collaboratore Gennaro Pulice ha spiegato agli inquirenti anche i rapporti esistenti con le altre famiglie lametine

di Gabriella Passariello
8 febbraio 2016
15:24

I rapporti tra il clan Iannazzo e il clan Mancuso - Agli inquirenti il collaboratore di giustizia Gennaro Pulice ha spiegato i rapporti esistenti tra la cosca Innazzo- Cannizzaro Da Ponte e la cosca Mancuso di Limbadi, precisando  che a causa di alcune diatribe sorte nell’ambito della famiglia Mancuso, non esisteva all’interno del clan un unico referente  e comunque i rapporti venivano curati da Mimmo Cannizzaro e Peppe Da Ponte, che agivano da intermediari  dei Pesce- Bellocco. Pulice ha spiegato come esistesse ed esiste tuttora un buon rapporto  tra la cosca Mancuso e la famiglia Iannazzo in particolare per ciò che concerne i lavori sull’autostrada Salerno- Reggio Calabria.

 


In passato sarebbe stato Ciccio Iannazzo, poi ucciso, a curare questo tipo di collegamento, mentre adesso è Tonino Davoli, il referente principale della famiglia Iannazzo soprattutto negli ultimi anni. Può capitare  in alcuni casi che tali rapporti non afferiscono ad una vera e propria suddivisione di zona affidate all’uno o all’altro soggetto della cosca, ma molto spesso  tali scelte sono dettate dalle contingenze del momento; ad esempio può capitare ed è capitato che Vincenzino Iannazzo avesse rapporti  con la cosca Mancuso per determinate estorsioni o altri fatti illeciti senza che gli altri della cosca lo sapessero”. 

 

I rapporti con i Giampà e i Cerra-Torcasio-Gualtieri - Le dichiarazioni di Gennaro Pulice si spingono oltre  delineando le dinamiche interne alle altre cosche lametine come i Giampà e i Cerra Torcasio- Gualtieri, aggiungendo che : “ora Lamezia è una piazza libera per le varie operazioni di polizia che si sono succedute negli ultimi anni, anche se ci sono persone non arrestate che stanno cercando di ricostituire nuove strutture criminali sulle macerie di quelle esistite”. Secondo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Pasquale Gullo e Vincenzo Pasquale detto “Giappone” si starebbero muovendo in questa direzione, gli stessi che un anno fa hanno compiuto un atto intimidatorio nei confronti di un imprenditore di Capezzaglie che gestisce gli auto spurghi.

 

Gli stessi nipoti di Nino Cerra e di Paradiso sono certamente destinati a diventare in futuro i referenti criminali visto che in questi ultimi anni hanno acquisito il curriculum necessario”. E’ stato lo stesso Gennaro Pulice ad affermare di essere stato uno dei killer della cosca Cannizzaro- Da Ponte, Iannazzo, fornendo un primo elenco degli omicidi da lui perpetrati o a cui ha partecipato. Si è soffermato nelle sue dichiarazioni in veste di collaboratore di giustizia, sia sull’omicidio di Vincenzo Torcasio, sia sul tentato omicidio di Vincenzo Curcio, spiegando le motivazioni che lo hanno spinto a collaborare con la giustizia. “Intendo intraprendere un percorso di collaborazione con la giustizia. La mia scelta è dettata essenzialmente dalla volontà di assicurare un futuro migliore ai miei due figli oltre alla necessità di metterli al riparto. Ho sempre vissuto  in un contesto criminale in quanto mio padre che era un imprenditore  nel campo della commercializzazione del ferro ucciso il 24 maggio del 1982 a Lamezia all’età di 27 anni, quando io avevo tre anni e mezzo. Era stato ucciso per come chiarito dal collaboratore Scriva, in quanto accidentalmente aveva provocato la morte di un componente della famiglia Bellocco in un sinistro stradale”.

Gabriella Passariello 

 

 

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