Nel programma di Fabio Fazio una finestra sul pronto soccorso di Cosenza

Durante la popolare trasmissione Che Tempo che fa in onda su Rai Tre, collegamento con il dirigente medico del Dipartimento di emergenza dell'Annunziata Pino Pasqua. Intanto si registrano altri due decessi e il numero delle vittime in provincia di Cosenza dall'inizio della pandemia sale a quota settanta

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di Salvatore Bruno
15 novembre 2020
22:22
Pino Pasqua in collegamento Skype con lo studio di Che Tempo che fa
Pino Pasqua in collegamento Skype con lo studio di Che Tempo che fa

Anche il dirigente medico del Dipartimento di Emergenza dell’Annunziata di Cosenza, Pino Pasqua, è stato ospitato da Fabio Fazio nella puntata di questa sera di Che Tempo che fa in onda su Rai Tre.

Reduci da giornate drammatiche

Nel corso del programma, con il professor Roberto Burioni in studio, il popolare conduttore si è collegato con alcuni ospedali della penisola, da Torino, a Bari, a Genova. Ed anche con il capoluogo bruzio, dove si sono vissute giornate drammatiche a causa della pressione esercitata sul pronto soccorso.


Pressione sul pronto soccorso

Peraltro sono ancora una ventina circa i sintomatici che stazionano al Dea in attesa di sistemazione in reparto nonostante la disponibilità di nuovi posti letto ricavati nell’astanteria Valentini ed all’ospedale di Cetraro.

La pessima figura

Fazio ha provato a sollecitare una riflessione sulla pessima figura rimediata da Saverio Cotticelli e sul mancato insediamento di Giuseppe Zuccatelli, indicato dal Governo commissario ad acta, la cui nomina però, ancora non è comparsa in Gazzetta Ufficiale.

La politica non ci riguarda

«Non spettano a noi clinici queste disquisizioni di natura politica – ha risposto Pasqua - L’obiettivo più importante per noi è gestire al meglio e con la maggiore dignità possibile i nostri pazienti. La Calabria – ha ribadito il dirigente medico – aveva pochi posti di terapia intensiva, solo 107, nella fase precedente alla pandemia. Siamo passati a 146 durante la prima fase dell’epidemia e ne saranno attivati ancora».

Servono rinforzi

«Ma un posto non significa soltanto allestire un letto e un ventilatore. Occorre il personale. Per noi l’organico è un problema atavico. Non vi è stato un adeguato turno over e molti colleghi andati in pensione non sono stati sostituiti».

Il contagio dilaga

Poco prima era intervenuto in trasmissione il Commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri il quale ha fornito un dato statistico assai preoccupante: mediamente un italiano ogni 51 ha contratto il coronavirus. E in provincia di Cosenza, secondo l’ultimo bollettino trasmesso dall’Asp, la situazione è sempre molto difficile: 2237 i casi attualmente positivi, di cui 2.106 gestiti a domicilio.

Altre due vittime

Nei reparti dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza sono ricoverati 112 pazienti di cui 17 in rianimazione. Proprio nella rianimazione si segnalano due decessi. Salgono così a settanta le vittime con Covid in provincia dall’inizio della pandemia. 16 persone sono in cura invece nel presidio ospedaliero Giannettasio di Rossano mentre il bollettino non riporta il numero dei ricoveri a Cetraro perché i trasferimenti sono iniziati alle ore 17, mentre la statistica è aggiornata alle ore 13.

Giornalista
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