Scoperte 4mila piante di canapa indiana nel Vibonese

VIDEO | Dieci le piantagioni individuate dai carabinieri in una zona impervia di Nardodipace, nelle Serre vibonesi. Una volta immesso sul mercato, lo stupefacente avrebbe fruttato circa 500mila euro

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di Redazione
31 agosto 2018
11:28
L’area di dieci coltivazioni di canapa indiana scoperta a Nardodipace, nel Vibonese
L’area di dieci coltivazioni di canapa indiana scoperta a Nardodipace, nel Vibonese

Nell’ambito dell’operazione denominata “Green Mountain”, i militari della Compagnia di Serra San Bruno, unitamente alle compagini della Compagnia Carabinieri unitamente ai militari dell’8° Elinucleo di Vibo Valentia, del Gruppo dei Carabinieri Forestali di Vibo Valentia e a quelli dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno scoperto dieci piantagioni canapa indiana, che una volta essiccata sarebbe diventata marijuana spendibile sul mercato degli stupefacenti.

 

L’operazione è il frutto di un lavoro sinergico fra i vari Reparti impegnati sul territorio. Infatti, dapprima, i militari della Compagnia di Serra San Bruno, dopo aver sviluppato un’intensa analisi del dato informativo raccolto nel corso degli ultimi mesi dal Comando Stazione di Nardodipace, ha pianificato, unitamente al Nucleo Elicotteri, una serie di sorvoli della frazione Cassari di Nardodipace ed in particolare del costone montuoso di Contrada Tiglia. Effettivamente, già dai primi sorvoli, sono state individuate alcune piantagioni di canapa indiana, ben occultate tra la fitta vegetazione.

 

A seguito di questi sorvoli, si è proceduto ad individuare i vari punti di infiltrazione e di accesso alle zone di interesse. Solo dopo aver fatto sopralluoghi e lunghi servizi volti all’individuazione delle stesse piantagioni, si è proceduto, con un impegno congiunto, al rastrellamento delle aree in questione.

Scoperte 10 piantagioni

Il bilancio dell’operazione è di 10 piantagioni di canapa indiana individuate, non comunicanti tra di loro, suddivise in più terrazzamenti, sparse su una sola montagna, di un’altezza variabile tra i 600 e i 1100 metri. Tutte le aree adibite alla coltivazione delle piante stupefacenti erano perfettamente autosufficienti ed alimentate con un sistema di irrigazione artigianale a goccia. Inoltre, in quasi tutte le piantagioni è stata riscontrata la presenza di essiccatoi artigianali ove dovevano essere poste le infiorescenze.

 

Le piante, in totale, sono circa 4000, di altezza variabile tra 1.50 e 4 metri, avrebbero potuto fruttare un illecito guadagno addirittura pari a circa 500 mila euro.

Tutte le piante e i materiali utilizzati per la coltivazione, sono stati distrutti su disposizione della magistratura di Vibo Valentia. Sono in corso indagini per addivenire all’identificazione dei responsabili.

 

 

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