Niente sangue in ospedale, a Paola e Cetraro stop a operazioni e trasfusioni

La direzione sanitaria costretta a sospendere le attività chirurgiche per tutelare i pazienti. Tutte le emergenze saranno dirottate verso l'hub di Cosenza fino alla risoluzione del problema

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di Camillo Giuliani
27 agosto 2020
15:33

Stop alle attività chirurgiche e alle trasfusioni nello Spoke di Paola-Cetraro. La notizia arriva direttamente dall'Unità operativa di Medicina trasfusionale dell'ospedale tirrenico, che nella tarda mattinata di oggi si è trovata costratta a comunicare alla direzione sanitaria che non c'è abbastanza sangue per garantire le prestazioni. Il centro trasfusionale – si legge in una nota trasmessa anche ai vertici dell'Asp e dell'Ao di Cosenza – ha a disposizione soltanto dodici sacche, del tutto insufficienti dunque, né può rifornirsi dai colleghi dell'Annunziata di Cosenza, che hanno dovuto rispedire al mittente la richiesta di supporto arrivata da Paola.

Stop fino a nuovi rifornimenti

Vista la situazione, sul Tirreno non possono essere garantite urgenze trasfusionali mediche e chirurgiche. Quanto alle emergenze, si proverà a far loro fronte con le dodici sacche attualmente a disposizione nei frigoriferi, ma di certo non si potrà andare avanti per molto solo con quelle. Cosa faranno allora a Paola e Cetraro? Dirotteranno le emergenze sull'Hub di Cosenza, anche perché «fino alla risoluzione del problema, per la tutela dei pazienti sono sospese tutte le attività chirurgiche dello Spoke».


L'appello al commissario

Neanche il tempo che la notizia circolasse e già sono arrivate le prime reazioni. Quella del consigliere regionale Graziano Di Natale, per esempio, che definisce «incredibile» la soluzione adottata dalla direzione sanitaria dell'ospedale tirrenico. «Invece di risolvere il problema della carenza di sangue - commenta - si decide drasticamente di sospendere gli interventi chirurgici con grave danno per una intera popolazione, che voglio precisare va da Praia a Mare ad Amantea, costretta a recarsi a Cosenza». Di Natale si appella infine al commissario straordinario dell’Asp, Cinzia Bettelini, chiedendole di «intervenire immediatamente perché è inconcepibile che nel 2020 succedano ancora cose di questo genere».

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