Dal nord Italia in Calabria per darsi alla caccia di frodo

Quindici bracconieri, in buona parte provenienti dal Veneto e dalla Toscana, denunciati dai carabinieri forestali nell'ambito dell'operazione Osei 3

di Salvatore Bruno
16 gennaio 2019
12:21

Quindici cacciatori sono stati denunciati dai carabinieri forestali nell’ambito dell’operazione, denominata Osei 3 in cui sono stati impegnati militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, del Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza e delle Stazioni di Corigliano, Acri, Castrovillari, Trebisacce e Oriolo, sotto il coordinamento dalla Procura della Repubblica di Castrovillari.

600 uccelli abbattuti illegalmente

I cacciatori, dodici provenienti dalle zone di Firenze e Arezzo, due veronesi e uno di Cassano Jonio, sono stati denunciati per aver cacciato e detenuto esemplari di avifauna nei cui confronti l’attività venatoria non è consentita. Nel corso dei controlli effettuati, sono stati rinvenuti circa seicento capi di avifauna abbattuti, per la maggior parte non cacciabile, appartenenti alla specie di fringilidi (fringuelli, verdoni, verzellini, cardellini, pettirossi, capinera, codirosso,luì, zigolo, fanello).

Sequestrati fucili e munizioni

Non è la prima volta, così come testimoniano anche altre analoghe operazioni effettuate dai carabinieri forestali, che i cacciatori provenienti dal nord Italia, una volta giunti nell’area dello Jonio cosentino, trovino un sistema di accoglienza e di assistenza perfettamente organizzato, con fornitura di vitto, alloggio, munizionamento e accompagnamento per effettuare la caccia a specie di avifauna protetta e non cacciabile, particolarmente apprezzata nella preparazione di tipici piatti veneti e toscani. Nei confronti degli indagati si è proceduto al sequestro dell’avifauna, di 19 fucili e di 4200 cartucce di vario calibro.

Giornalista
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