Occasione persa

Occhiuto conferma: «Alta velocità in Calabria tagliata fuori dal Pnrr. Anche la Cosenza-Paola deve aspettare»

VIDEO | L'opera non è stata finanziata e bisognerà utilizzare fondi complementari fuori dal Piano. Se tutto va bene se ne parla nel 2029. Il governatore: «Avevo già denunciato l’esclusione della nostra regione, ma continuo a sollecitare il Governo» (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Luana  Costa
18 luglio 2022
18:00

«Ci dispiace che questa opera non sia inserita in quelle del Pnrr per le quali è prevista la conclusione nel 2026. Questa probabilmente vedrà la luce negli anni che verranno». Esprime rammarico il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, commentando gli investimenti infrastrutturali inseriti nel piano nazionale di ripresa e resilienza tra cui non figura appunto la Calabria. 

Il tratto di alta velocità tra Cosenza, Paola e San Lucido che contempla anche la realizzazione della doppia galleria del Santomarco è stata inserita, infatti, nel fondo complementare con una scadenza molto più dilatata, prevista nel 2029. Il commento del presidente della Regione è arrivato a margine dell'avvio del dibattito pubblico aperto alle amministrazioni locali tenuto questo pomeriggio alla Cittadella. «Quando si parla di alta velocità al Sud per i finanziamenti del Pnrr vi è solo la tratta fino a Romagnano - ha aggiunto Occhiuto - quindi fuori la Calabria. Io più volte ho rappresentato al Governo la necessità di realizzare investimenti strategici anche in Calabria e allora mentre avviamo le procedure per la galleria Santomarco intanto continua l'interlocuzione con il Governo perché riservi maggiore attenzione sul piano delle infrastrutture alla Calabria».


La galleria che sorgerà tra i comuni di Paola e Rende verrà realizzata ex novo conformandola agli standard dell'alta velocità e al trasporto merci per collegarla alla dorsale adriatica. Avrà una lunghezza di diciasette chilometri e un finanziamento di un miliardo e 400 milioni di euro reperito appunto dal fondo complementare. «Una opera strategica perché mette in connessione Gioia Tauro con la rete adriatica delle rete ferrata nel momento in cui Gioia Tauro è diventato il primo porto d'Italia. Molte merci potrebbero essere stoccate a Gioia Tauro per poi partire in treno, qualche settimana fa abbiamo approvato in Consiglio una norma che ci permetterà di far partire i treni da Gioia Tauro sovvenzionandoli perché questo potrebbe arricchire il retroporto».

«Temevo che si trattasse solo di un potenziamento della rete ferroviaria, invece, sembrerebbe che sarà davvero l'alta velocità. Peraltro molte procedure stanno iniziando ora anche le progettazioni iniziano più tardi rispetto a quelle del Pnrr perché appunto i tratti di alta velocità finanziati per la Calabria rientrano nel fondo complementare». All'iniziativa di questo pomeriggio organizzata dalla rete di Dibattito Pubblico ha partecipato anche l'amministratrice delegata di Rfi, Vera Fiorani: «Quella che si discute oggi è una parte del più ampio intervento della linea Av Salerno Reggio Calabria, per un investimento da un miliardo e 400 milioni di euro molto rilevante sia per il traffico passeggeri che per il traffico merci che consentirà di mettere in connessione queste ultime dal porto di Gioia Tauro verso l'adriatica».

«Su questo progetto siamo ancora con un progetto di fattibilità tecnica e non con un definitivo - ha chiarito l'amministratrice delegata -. Le altre tematiche di discussione riguardano gli altri lotti della Salerno Reggio Calabria che ancora non sono stati aperti al dibattito pubblico, quindi il lotto 1A e 1B e il 2 che dopo l'estate saranno oggetto di confronto con gli stakeholder. Oggi la previsione di questa galleria è 2029, d'altro canto è un tratto con 17 chilometri di gallerie, è una opera complessa dal punto di vista ingegneristico quindi bisogna tenerne conto. Non abbiamo modo di essere più veloci se vogliamo attraversare le montagne».

«Nel frattempo in Calabria - ha aggiunto ancora l'amministratrice delegata di Rfi - ci sono un numero significativo di interventi in corso. Si parla circa di otto miliardi e mezzo di investimenti, di cui sei e mezzo che stanno già camminando quindi non si pensi che la stiamo trascurando. La complessità in questione è tale da richiedere un certo numero di mesi e anni di lavoro».

Giornalista
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