Occupazioni abusive a Cosenza, torna il rischio dello sgombero

Il Comitato Prendocasa denuncia: «Fallita la soluzione prospettata dalla prefettura. Dopo quattro mesi di parole siamo al punto di partenza»

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di Salvatore Bruno
18 febbraio 2019
12:28

Torna ad aleggiare a Cosenza il rischio dello sgombero per gli occupanti dell’ex Hotel Centrale e del Palazzo Aterp di Via Savoia. Lo denuncia il Comitato Prendocasa, alla luce del fallimento del percorso intrapreso lo scorso 10 ottobre durante il tavolo istituzionale convocato in Prefettura per trovare una sistemazione alle famiglie abusivamente alloggiate nei due edifici. In quella sede, si legge in una nota del comitato, il sindaco Mario Occhiuto «propose come soluzione l’utilizzo della cosiddetta misura di emergenza abitativa, evitando così gli sgomberi coatti. Pochi giorni dopo Palazzo dei Bruzi, pubblicò una manifestazione di interesse mirata alla ricerca di alloggi in fitto».

Bloccata la ricerca degli alloggi

«In questi mesi – è scritto ancora nel comunicato - ci siamo confrontati numerose volte con il dirigente comunale Giuseppe Nardi e i suoi collaboratori per dare seguito alla decisione emersa dal tavolo in Prefettura. Negli ultimi giorni la situazione è andata modificandosi, naufragando completamente. Il Comune ha, di fatto, bloccato la ricerca di alloggi – denuncia il Comitato - venendo meno alle promesse fatte dal sindaco Occhiuto in Prefettura. Dopo quattro mesi di parole, ci troviamo al punto di partenza, con gli sgomberi nuovamente alle porte. A questo punto c’è da chiedersi: quali saranno le soluzioni in campo per far fronte alla situazione? Il prefetto e il sindaco sono pronti a far rivivere a questa città il dramma di blitz polizieschi atti a buttare uomini, donne e bambini fuori di casa senza soluzioni? E ancora, i rappresentanti del governo sul territorio, per primi i parlamentari del Movimento 5 stelle, cos'hanno da dire di fronte ai paventati sgomberi? Noi non staremo a guardare, pronti a batterci fino all’ultimo per avere garantito il diritto a una casa e, quindi, a una vita degna».

Giornalista
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