Ucciso dal rivale in amore perché non si rassegnava alla fine della relazione con l’ex

VIDEO-INTERVISTA | Luce sull’omicidio di Antonio Barbieri, il 26enne barbaramente freddato a Corigliano-Rossano la sera del 12 gennaio. Fermati i presunti responsabili che hanno confessato. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione di altre due persone

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di Salvatore Bruno
18 gennaio 2019
12:59

Hanno confessato nel corso della notte, dopo il provvedimento di fermo emesso dalla procura di Castrovillari, messi alle strette dall’interrogatorio degli agenti del commissariato di Corigliano Rossano e dalle numerose prove raccolte a loro carico da parte degli inquirenti. Ad uccidere Antonio Barbieri sono stati due pregiudicati: Cristian Filadoro, di 26 anni, e Vincenzo Fornataro di 32. I particolari del delitto sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa convocata in questura a Cosenza, alla presenza del Procuratore capo di Eugenio Facciolla, del commissario di Corigliano Rossano Giuseppe Massaro e del dirigente della Squadra Mobile Fabio Catalano. L’omicidio, aggravato dalla premeditazione, è maturato per motivi passionali, perché Barbieri continuava ad "insidiare" l’ex compagna, la giovane commessa di una panetteria situata nei pressi del luogo dell’esecuzione, oggi fidanzata con Filadoro. La sera del 12 gennaio la ragazza ha avvisato Filadoro della presenza di Barbieri. L’uomo è sopraggiunto nel volgere di pochi minuti, si è avvicinato alla vittima, seduta a bordo della propria Mercedes, e lo ha colpito alla testa con due proiettili calibro 7,65. Un’azione spregiudicata, compiuta anche davanti a numerosi testimoni che però non hanno collaborato con i magistrati.

 

Le indagini, coordinate dal magistrato Eugenio Facciolla e dal sostituto Giovanni Tedeschi, non si sono fermate davanti al muro di omertà. In breve tempo, grazie anche alla visione di numerose immagini della videosorveglianza di tutta l’area, è stato individuato il veicolo utilizzato dai killer, un’Alfa 146 di colore nero, riconducibile a Filadoro, gravato da numerosi precedenti per spaccio di droga, ricettazione e reati contro la persona, già arrestato nell'autunno del 2018 e successivamente sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L’auto è stata rinvenuta in una zona di campagna, priva di targhe, ripulita e pronta per essere data alle fiamme.

 

Gli indizi raccolti hanno consentito di fermare Filadoro e Fornataro che poi hanno ammesso le loro responsabilità. SOno accusati di omicidio premeditato in concorso. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione di altre due persone indagate con l’accusa di favoreggiamento.

 

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