Dramma a Reggio Calabria

Operaio morto all’Hitachi, il lavoro e la passione per le corse: «Da vecchio voleva dedicarsi alle gare»

Impegnato nella raccolta di materiali speciali con una ditta esterna, Giuseppe Cuzzola ha perso la vita schiacciato da un carico di alluminio. Nel ricordo di un amico, i progetti per il futuro ora spazzati via

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di Gabriella Lax
10 marzo 2022
20:01
Giuseppe Cuzzola
Giuseppe Cuzzola

«Era una persona generosa, verace, sanguigna, un amico fedele, un ottimo pilota». Con queste parole Francesco Romeo, ricorda addolorato l’amico Giuseppe Cuzzola, drammaticamente morto sul posto di lavoro nel parco dello stabilimento Hitachi di Reggio Calabria, stamattina, mentre caricava l’alluminio da portare via con la sua ditta di trasporti.

Benvoluto e conosciuto nella città dello Stretto, «Giuseppe era il titolare della ditta lasciatagli dal padre, che era morto qualche anno fa. Pur essendo il capo si sentiva sempre un operaio. Si prestava volentieri a sostituire i suoi dipendenti, gli autisti. E questa sua determinazione gli è costata la vita oggi».


Ma, come racconta Francesco, Giuseppe era anche un campione di corse. «Aveva vinto due coppe tricolori di classe nel campionato italiano velocità in salita. Proprio qualche giorno fa mi aveva detto che avrebbe voluto dedicare più tempo alle corse». Aveva anche un’auto nuova da corsa. «Voleva dedicarsi alla corse in vecchiaia. Ma così non sarà». L’uomo, di 47 anni, lascia tre figlie e una compagna.

Giornalista
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