Operaio morto al porto di Gioia Tauro, la procura chiude le indagini

Indagati di omicidio colposo sono Francesco e Girolamo Zito, rispettivamente proprietario della ditta dove lavorava la vittima e manovratore della gru che ha ucciso il 42enne gioiese

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di Francesco Altomonte
4 giugno 2020
12:30

La procura di Palmi ha chiuso le indagini sulla morte di Agostino Filandro, l'operaio che ha perso la vita, il 21 giugno dello scorso anno, in un cantiere nautico nel porto di Gioia Tauro. Il sostituto procuratore Elio Romano lo ha comunicato ai difensori degli indagati, gli avvocati Renata Zito, Alfredo Zampogna e Giacomo Saccomanno. Gli indagati sono Francesco e Girolamo Zito, rispettivamente datore di lavoro e titolare della ditta Modulus cooperativa sociale, dove lavorava la vittima e manovratore della gru che ha ucciso il 42enne di Gioia Tauro, sono accusati di omicidio colposo. La famiglia della vittima è rappresentata dagli avvocati Domenico Putrino, Caterina Albanese, Domenico Infantino e Antonio Tomaselli.

 

La notizia della loro iscrizione sul registro degli indagati era emersa nel giorno del conferimento dell'incarico da parte del pubblico ministero a due periti che dovevano accertare eventuali responsabilità sul crollo della piccola gru che ha schiacciato e ucciso Filandro. L’incidente, come detto, si è verificato la mattina del 21 giugno scorso, quando Agostino Filandro, 42 anni, secondo una prima ricostruzione degli investigatori, sarebbe stato colpito da un cavo di una piccola gru che si è spezzato improvvisamente. Filandro era sposato con figli.

 

L'incidente è avvenuto durante le operazioni di alaggio di un'imbarcazione da diporto che stava per essere effettuata utilizzando una gru. Il cavo del mezzo, per cause che dovranno stabilire i periti, si sarebbe spezzato, facendo crollare la gru sulla piccola imbarcazione, sulla quale c'era Filandro, che è morto sul colpo. Gli indagati, adesso, hanno 20 giorni di tempo per chiedere di essere sentiti dal pubblico ministero o presentare una memoria difensiva. Subito dopo, la procura potrà chiedere il rinvio a giudizio o archiviare la posizione dei due indagati.

 

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