Ospedale di Acri, attivato il reparto Covid: al via i primi trasferimenti da Cosenza

INTERVISTA | Dispone di sedici posti letto ubicati nel nuovo plesso di chirurgia. Il direttore sanitario Giacomo Cozzolino: «Tratteremo i pazienti che escono dalla fase acuta e che devono completare il percorso terapeutico» (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Salvatore Bruno
12 dicembre 2020
11:03

In giornata arriverà il primo paziente con Covid nel nuovo reparto allestito nel presidio ospedaliero Beato Angelo di Acri. Il lavoro sinergico condotto dal direttore sanitario della struttura Giacomo Cozzolino e da Sisto Milito della task force dell'Asp per il contenimento del coronavirus, ha consentito di allestire in breve tempo sedici nuovi posti letto «destinati - spiega lo stesso Cozzolino - al trattamento di pazienti che escono dalla fase acuta e che devono completare il persorco terapeutico».

Condizioni di piena sicurezza

A questo servizio è stato dedicato un intero piano del nuovo padiglione adiacente il nosocomio della città silana. «Un edificio staccato rispetto al plesso principale - aggiunge il direttore sanitario - adeguato per garantire pienamente tutte le condizioni di sicurezza sotto il profilo degli spazi e dei percorsi protetti. In questo reparto saranno impiegati i medici già in dotazione al presidio, oltre a dodici infermieri ed a personale ausiliario».


Le potenzialità della struttura

L'ospedale Beato Angelo di Acri è un punto di riferimento per un bacino di utenza di circa cinquantamila abitanti. Eroga migliaia di prestazioni di pronto soccorso l'anno, opera interventi di chirurgia programmata di media gravità, per i quali non è richiesto un successivo trattamento di terapia intensiva o sub-intensiva di cui il presidio non è provvisto.E risponde anche alle esigenze di diagnostica, potendo contare su due apparecchi di Tac e risonanza di ultima tecnologia e perfettamente efficienti, per i quali si prevede un potenziamento delle prestazioni appena l'allentarsi della pandemia lo consentirà.

Spazi liberi

«Abbiamo anche un intero piano - sottolinea Giacomo Cozzolino - libero ed in buone condizioni nel quale l'Asp potrebbe allocare altre specialità. Penso alle lungodegenze. Dispone di 32 posti letto completamente sganciati dall'area Covid, utili quindi alla cura di pazienti con altre patologie». Ecco l'intervista realizzata con il direttore sanitario.

Giornalista
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