Ospedale di Corigliano, infermiera aggredita nel pronto soccorso

Dell’aggressore non si ha traccia. Si ripropone il problema della sicurezza e della divisione di Psichiatria con appena due posti letto

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di Matteo Lauria
29 dicembre 2020
13:10
L’ospedale di Corigliano
L’ospedale di Corigliano

Aggredita un’infermiera al pronto soccorso del presidio ospedaliero “Guido Compagna” di Corigliano. Ne avrà per sette giorni. È accaduto in queste ore mentre il camice bianco era regolarmente in servizio. Non si conoscono i motivi dell’atto di violenza incontrollato da parte di un uomo che subito dopo è andato via, pare con qualche problema di condotta comportamentale.  

Il problema, tuttavia, della sicurezza interna ai presidi ospedalieri dello spoke rimane in piedi. Il servizio di sorveglianza è garantito solo nelle ore notturne e, peraltro, il personale operante svolge attività in tutte le aree di ingresso dei due stabilimenti, mentre sarebbe necessario mantenere una figura fissa in una delle aree più delicate dei due presidi, per l’appunto l’emergenza/urgenza.


I problemi del nosocomio

Altro aspetto, non meno importante, sono le prestazioni riservate ai pazienti con disturbi mentali in cui si richiede il trattamento sanitario obbligatorio (Tso), con problematiche tali da richiedere interventi terapeutici urgenti. Nei pronto soccorso, nel corso degli anni, i casi non sono mancati, passati e recenti, di aggressioni al personale sanitario e arredi divelti dalla furia di chi soffre di alterazioni psichiche. In provincia di Cosenza c’è carenza di posti letto, e per l’intera utenza della Sibaritide di circa 200mila abitanti, c’è una divisione di Psichiatria al “Guido Compagna” con appena due posti letto ma strutturata per 10/12 posti letto. Da anni sono in corso lavori di restyling nella divisione che durano da lungo tempo e non ancora consegnati.    

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