Praia a Mare, cittadini in protesta: «Riaprite il nostro ospedale»

VIDEO | Il nosocomio fu riconvertito in Casa della Salute nel 2012, due anni più tardi una sentenza del Consiglio di Stato annullò gli atti. Ma ad oggi, la sentenza non è stata ancora attuata

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di Francesca  Lagatta
11 novembre 2020
18:50

Le proteste di queste giorni toccano anche la città di Praia a Mare. La carovana di manifestanti che sta agitando le acque nell'alto Tirreno cosentino, questa mattina si è spostata nel piazzale dell'ex ospedale civile per chiederne la riapertura.

Sullo sfondo, la mancata riapertura

La struttura, che ha ospitato l'ospedale civile per 41 anni, è stata riconverita nel 2012 in Casa della Salute, lasciando un vasto territorio privo della rete di emergenza/urgenza. Nel 2014 i giudici del Consiglio di Stato, a cui i sindaci si erano appellati, stabilirono l'annullamento degli atti di riconversione (firmati nell'ottobre del 2010 dall'allora presidente di Regione e commissario ad acta alla sanità Giuseppe Scopelliti) e con una sentenza esecutiva ed inoppugnabile decretarono che tutto tornasse come al 31 marzo 2012, prima della chiusura. Ma ad oggi, a parte gli spot elettorali, il verdetto dei giudici non è mai stato attuato da nessuno dei commissari ad acta alla sanità che si sono susseguiti da Scopelliti in poi, nemmeno da Eugenio Sciabica, commissario straordinario incaricato dai giudici romani di attuare la sentenza dopo le resistenze dei colleghi a capo del commissariamento calabrese.

I cittadini chiedono di riaprire l'ospedale

La partecipazione alla protesta non è, come spesso accade a queste latitudini, quella che ci si aspetta da un popolo politicamente abbandonato da un ventennio e che oggi paga amare conseguenze, ma stavolta potrebbe aver pesato la paura di possibili assembramenti. Tra i promotori dell'iniziativa, ci sono Valerio Russo e Vincenzo De Rosa, due giovani attivisti del posto, i quali chiedono a gran voce che lo Stato riconosca il diritto più importante: quello alla salute. Ci sono poi tanti cittadini comuni, come Raffaele Santoro e Maria Teresa Manco, che spornano altri cittadini a prendere parte alla protesta. C'è anche qualche medico, come ad esempio Simone Sollazzo, in servizio nel reparto di Radiologia della struttura praiese dal 2017, che dice: «C'è bisogno di strutture che diano risposte ai cittadini»

L'inaugurazione farlocca del 2017

I cittadini ovviamente puntano il dito contro la politica, che prima l’ha chiuso con Peppe Scopelliti, poi ha fatto finta di riaprirlo nel novembre 2017, con tanto di taglio del nastro, pasticcini e benedizione del vescovo, precisamente quattro mesi prima delle elezioni politiche del 2018. In quella occasione i cittadini presenti furono molti di più e a chi metteva in guarda sulla natura speculativa dell'iniziativa sui social piovvero insulti per settimane.

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