Ospedale di Praia, morì durante la gastroscopia: accuse archiviate per il medico

Il paziente fu colto da infarto e nonostante le immediate manovre di rianimazione spirò poco dopo. La procura aveva aperto un fascicolo sul dottore Antonio De Lio, ma le indagini hanno escluso la correllazione 

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di Francesca  Lagatta
21 maggio 2021
15:24
L’ospedale di Praia
L’ospedale di Praia

Gli elementi acquisiti in corso di indagine non consentono di sostenere l'accusa in giudizio. È questa la motivazione che ha spinto il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, a sottoscrivere il decreto di archiviazione per le accuse formulate nei confronti di Antonio De Lio, responsabile del reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell'ospedale di Praia a Mare. Il medico era finito sotto inchiesta dopo la morte di un paziente 72enne, sopraggiunta il 14 giugno 2019 durante l'esame di gastroscopia, nonostante le manovre di rianimazione effettuate nell'immediato. I famigliari del defunto avevano quindi presentato un esposto alla procura di Paola affinché si facesse luce sulla vicenda.

Le indagini

La procura guidata da Pierpaolo Bruni aveva subito disposto il sequestro della salma e ordinato l'esame autoptico. L'esito evidenziò che ad uccidere l'uomo fu un infarto fulminante. Gli investigatori, però, sono andati avanti per capire se il malore e l'esame di gastroscopia avessero una qualche correlazione, se si potesse essere trattato di una manovra sbagliata. Le indagini lo hanno escluso e per De Lio è arrivata l'archiviazione delle ipotesi di reato.


Un reparto di eccellenza

Nella cittadina altotirrenica la notizia fu accolta con sgomento. Il reparto diretto da Antonio De Lio, infatti, rappresenta da sempre un'eccellenza, un'oasi di buona sanità in una struttura che nell'ultimo decennio è diventata suo malgrado il simbolo dello sfascio della sanità calabrese e della malapolitica. L'imponente stabile di contrada Santo Stefano, infatti, fu riconvertito in casa della salute per effetto del piano di rientro sanitario regionale nonostante avesse i suoi conti in attivo, unico ospedale in tutto il Meridione. Nel 2014 una sentenza del Consiglio di Stato ne ordinò la riapertura, intesa come ripristino della rete emergenza e urgenza, e poi ancora nel 2017. Ma ad oggi l'ospedale è tornato tale solo nell'insegna e la politica continua ad usarlo come passerella per le campagne elettorali.

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