Presidio Covid all'ospedale di Gioia Tauro, l'Asp ci riprova ma il Comune frena

Questa mattina visita del dirigente dell'Asp di Reggio Calabria Zuccarelli per velocizzare le procedure, ma l'amministrazione comunale ha molti dubbi

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di Redazione
3 novembre 2020
19:14

Si torna a parlare dell'ospedale di Gioia Tauro come presidio Covid nella provincia di Reggio Calabria. In verità è da mesi che si paventa di questa eventualità, per dare respiro al Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria nella fase post trattamento.

 


Nella prima ondata della pandemia, infatti, erano stati effettuati da parte dell'Asp di Reggio Calabria dei lavori di ristrutturazione nel reparto di chirurgia per permettere all'ospedale della città del porto, già fortemente ridimensionato nel corso degli ultimi anni, di poter accogliere i pazienti colpiti dal Covid.

 

Questa mattina, ha comunicato il vicesindaco di Gioia Tauro Valerio Romano, il dirigente dell'Asp di Reggio Calabria Giuseppe Zuccarelli ha fatto visita all'ospedale cittadino, «inviato dal direttore saniatrio asp Antonio Bray - scrive l'amministratore - per accelerare sull'avvio dell'ospedale Covid 19. ospedale che da quanto dichiarato da Zuccarelli dovrà servire per i pazienti che dovranno seguire la degenza dopo essere stati trattati dal Gom di Reggio Calabria».

 

 

«Al direttore - sottolinea Romano - abbiamo manifestato da subito le nostre perplessità, rispetto ad una serie di problematiche che ad oggi sono rimaste irrisolte. Nello specifico abbiamo chiesto una nuova strumentazione che superi quella obsoleta ed ancora utilizzata. Abbiamo chiesto con quale personale pensano di fare l'ospedale Covid, considerando che il personale ad oggi esistente è in molti casi ultrasessantenne e con patologie sanitarie gravi».

 

«Vorremo inoltre capire - aggiunge il vicesindaco - cosa succede con il pronto soccorso che va isolato da tutto il contesto ospedaliero e va dotato anche delle specializzazioni per dare risposte immediate a chi si rivolge al Ps. Inoltre riteniamo che un ospedale covid non può essere avviato senza anestesisti, medici, Oss altamente professionalizzati».

 

«Riteniamo pertanto - conclude Romano - che senza le giuste attenzioni non saremo disposti a ragionare su un ospedale Covid a Gioia Tauro. Prima di avviare qualsiasi iniziativa vanno messi all'interno i contenuti che ad oggi non esistono. Come non esiste un programma d'azione chiaro e condivisibile. L'ospedale deve avere la sicurezza massima per non esporre a rischi gli operatori sanitari, i pazienti ed i cittadini». 

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