Coronavirus, sanitari positivi all'ospedale di Reggio Calabria: aperta inchiesta interna

I casi di positività fra gli operatori del reparto di Ematologia non sono mai stati comunicati, denuncia la commissaria. Che entro 24 ore pretende risposte. Nessun contagio fra i pazienti, tutti negativi al tampone

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di Alessia Candito
30 marzo 2020
13:18
L’ospedale di Reggio Calabria
L’ospedale di Reggio Calabria

«Adesso pretendo di sapere chi non ha informato chi e perché». Furibonda a dir poco, determinata ad andare fino in fondo, la commissaria Iole Fantozzi questa mattina ha avviato un’inchiesta interna per capire perché i due casi di positività al Covid 19 fra gli operatori di Ematologia, svelati ieri da LaC News24, non le siano stati comunicati.

Inchiesta interna da concludere in tempi record

Con una disposizione protocollata, Fantozzi ha ordinato al responsabile rischio clinico del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria di acquisire entro la giornata di oggi formali relazioni su quanto avvenuto da responsabile del servizio di protezione e prevenzione, direttore di presidio, direttore sanitario, direttore di dipartimento e dirigente dell’Unità operativa di Ematologia. Una mezza rivoluzione rispetto al passato, quando le procedure di insabbiamento sistematico dei guai del Gom hanno guadagnato l’attenzione delle cronache nazionali.

«Sfasamento nella comunicazione» 

Entro 24 ore – ha imposto Fantozzi – quelle carte devono stare sulla sua scrivania. «C’è stato uno sfasamento sulla linea di comunicazione e adesso è necessario capire come e quando» spiega. Anche perché il gap di comunicazione si è prolungato. Dalle prime indagini avviate, il primo caso di positività era noto in ospedale già nella giornata di lunedì 23, il secondo dal successivo venerdì. «In quei giorni sono andata più volte in ospedale, anche sabato mattina ero lì- afferma la commissaria – e nessuno si è degnato di comunicarmi niente». Per far passare la cosa in cavalleria? Si appurerà. Ma è un altro il nodo centrale della questione su cui la commissaria non sembra intenzionata a fare passi indietro o ad avere tentennamento alcuno.

«È inaccettabile che un presidio che da settimane lavora su prevenzione e sicurezza, che da tempo ha approntato procedure per evitare infezioni nosocomiali come i tamponi pre-ricovero ed i test regolari per gli operatori, che ha raddoppiato il servizio di pulizia e igienizzazione degli ambienti venga messo a rischio da una leggerezza» spiega Fantozzi.

«Entro 24 ore la verità»

In ragione al medesimo principio di prudenza e prevenzione, ben prima che arrivassero le mai o tardivamente pervenute linee guida regionali, sono state anche sospese le visite ai pazienti ricoverati, congelati ferie e permessi e riunioni su riunioni sono state organizzate con i dirigenti dei reparti e delle divisioni per discutere protocolli di sicurezza e linee guida da seguire. Lavoro – dice - che ha rischiato di essere vanificato, per questo «entro 24 ore appureremo chi deve andare di fronte al Consiglio di disciplina».

Contagio extra-nosocomiale ma con effetto domino

Anche perché – ne sono certi i vertici aziendali – il contagio è stato extra-nosocomiale. Il “paziente zero”, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato un infermiere tornato da un periodo di ferie, a quanto pare trascorse fuori provincia. «Ci sarà da capire come siano state autorizzate e perché sia tornato in servizio senza neanche essere sottoposto a tampone» spiega Fantozzi. Anche perché da lì, è l’ipotesi, si sarebbe originato il contagio di un’operatrice sanitaria, asintomatica, che – ha fatto sapere nella serata di ieri il Gom - «è stata immediatamente allontanata dall’ospedale e posta in isolamento domiciliare».

Attività ridotta ma il reparto non ha mai chiuso

Contestualmente, Ematologia – che non ha mai smesso di essere aperta e operativa, con medici e infermieri in turno – è stata messa in sicurezza. E in tempi rapidissimi. Due operatori positivi al Covid 19 in un reparto di soggetti immunodepressi, dunque senza alcun tipo di difesa, possono potenzialmente provocare un disastro.

Quasi un paradosso in una delle poche divisioni calabresi che si è fatta conoscere a livello nazionale per i risultati d’eccellenza ottenuti e non per i guai.

Tutti i pazienti negativi, pericolo scampato

Ma il peggio fortunatamente è stato evitato. Nessuno dei pazienti, già due volte testati, è risultato positivo, fa sapere la commissaria. Un sollievo per loro e per le famiglie, come per medici e infermieri che hanno rischiato di vedere vanificato il lavoro di anni, nonché per chi ha in mano la gestione dell’ospedale e già dalle prime fasi della pandemia ha deciso di puntare sulla prevenzione.

Reparto in sicurezza

E sempre al medesimo principio di prevenzione è stata ispirata la “procedura di emergenza” scattata in Ematologia. Per precauzione, fra venerdì e sabato i pazienti sono stati sottoposti a tampone e dimessi, al pari del personale che in queste ore è stato nuovamente sottoposto a test, mentre per i locali è stata disposta la sanificazione. Già nella giornata di ieri sono stai igienizzati quelli del Day Hospital, dove poi sono stati trasferiti i degenti non ancora dimissibili e che in giornata verranno mandati a casa, mentre in queste ore si sta procedendo a sanificare la corsia.

Nel frattempo, chi già è stato dimesso sarà seguito con terapia domiciliare. Da tempo, è stata data disposizione perché vengano formalizzati i protocolli, che nelle prossime ore verranno formalizzati anche con delibera.

A breve ritorno alla normalità

Ma Ematologia, che continua a lavorare sebbene con cautele aggiuntive, a breve dovrebbe tornare alla normalità. Appena arriveranno i risultati dei nuovi tamponi a cui è stato sottoposto tutto il personale, a partire da quello infermieristico che per mansioni è maggiormente a contatto con i pazienti, si ripristineranno i ricoveri. Mentre le indagini interne continuano.

Strategia di prevenzione unica strada possibile

Si tratta di un nodo su cui la commissaria non sembra disposta a cedere. Da quando è stata spedita dal governo a mettere ordine al Gom e praticamente da subito si è ritrovata a dover fare i conti con la pandemia in arrivo. Alla luce delle risicate risorse a disposizione della sanità calabrese, smantellata in dieci anni di commissariamento che hanno visto dimagrire il pubblico mentre ingrassava il privato convenzionato, subito ha deciso di puntare sulle strategie di prevenzione. Per mezzi e uomini, il rischio che l’ospedale diventi un focolaio, Reggio non se lo può permettere. E la cosa al momento sembra funzionare. Anche gli altri casi di contagi fra gli operatori del Gom – uno in Neurologia, uno in Neonatologia – sono stati tutti extranosocomiali e i reparti subito messi in sicurezza. E in entrambi, i test su pazienti e sanitari sono risultati tutti negativi. Per questo, promette la commissaria, su quanto successo in Ematologia «andremo fino in fondo».

Giornalista
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