Ospedale Soriano, la denuncia dei sindaci: «Malati in tenda e i vecchi presidi muoiono»

VIDEO | Viaggio nella struttura del Vibonese abbandonata da 20 anni. Primi cittadini del comprensorio: «Bisogna riaprire i nosocomi nei territori»

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di Cristina Iannuzzi
20 novembre 2020
08:10

L’ospedale di  Soriano Calabro oggi si presenta come una struttura quasi fantasma. Uno dei tanti, in Calabria, progressivamente svuotati nel tempo. Un’ala del presidio ospita una residenza sanitaria per anziani e qualche ambulatorio che funziona a singhiozzo.

Tutto il resto è in uno stato di totale abbandono. Le sale che un tempo ospitavano i degenti sono mestamente vuote. A vent'anni dalla chiusura, nell’anno del coronavirus e della pandemia che ha messo in ginocchio il mondo, in Calabria si pensa agli ospedali da campo che non si sa con quali medici riempire.

 

Mentre strutture come quella di Soriano, che potrebbero tornare funzionanti, continuano a marcire. Si trova di tutto all'interno di questo vecchio nosocomio. Si trovano anche faldoni e documenti, gettati alla rinfusa, ma anche qualcosa di intatto che potrebbe essere invece donato a chi ne ha, purtroppo, bisogno. Come una moderna carrozzina per bambini. Abbandonata in un angolo del corridoio.

 

L’ospedale di Soriano è come un corpo ibernato e privo di anima. Sono i sindaci dell’Alto Mesima ad accompagnarci: Vincenzo Bartone di Soriano, Sergio Cannatelli di Sorianello, Raffaele Scaturchio di Dasà e Vitaliano Papillo di Gerocarne.

 

Sono compatti in quella che è stata da loro stessi definita «una battaglia di civiltà, senza colore politico a difesa del diritto alla salute». Visitiamo i due piani della struttura, percorriamo i corridoi vuoti. Scorgiamo le insegne che indicano reparti ormai svuotati e visitiamo uno degli ultimi reparti ad essere dismessi: il servizio di emergenza ed urgenza.

 

Si trova al piano terra della struttura. Era qui il 118, ma anche il laboratorio analisi, che oggi è un semplice punto prelievi. E c'era la radiologia, la medicina generale, la dialisi, la ginecologia e la sala parto.

 

Entriamo senza difficoltà nelle stanze, quasi perfette a distanza di vent'anni dal loro abbandono. Ognuna dotata di servizi igienici e di prese per l'ossigeno. Difficile trovarne di così funzionali, perfino nei grandi ospedali calabresi.

 

Sono convinti i sindaci, quella adottata nei giorni in cui si insegue disperatamente l'emergenza non è la soluzione di cui ha bisogno chi vive in questa parte della Calabria. «L’ospedale da campo non è la soluzione – affermano i primi cittadini - Bisogna riaprire i presidi dismessi. Bisogna riaprire l'ospedale di Soriano».

Giornalista
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