Vigile attesa

Ospedali Calabria, il difficile ritorno alla normalità post Covid: «Pensiamo a stanze isolate nei reparti»

VIDEO | Il mese scorso un intero reparto prima dedicato al trattamento delle infezioni da Sars-CoV-2 è stato riconvertito alla cura delle ordinarie malattie infettive. Ma resta alta l'attenzione per una possibile recrudescenza della pandemia

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di Luana  Costa
21 ottobre 2022
06:30

Verso nuovi modelli organizzativi. Potrebbe essere così sintetizzata la nuova fase post covid che si trovano oggi ad affrontare gli ospedali calabresi. Due anni di pandemia hanno infatti anche insegnato come affrontare riorganizzazioni interne in tempi più che rapidi. Il clima resta però di vigile attesa: «Allo stato si registra una prevalenza di pazienti positivi ma non con patologia covid correlata. Non sappiamo cosa ci aspetta nei prossimi mesi» conferma Gianluca Raffaele, direttore medico di presidio dell'azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio di Catanzaro.

Ritorno alla normalità

E adesso che il covid sembra aver allentato la presa, ci si avvia verso un graduale ritorno alla normalità: «Abbiamo riaperto il reparto di Malattie Infettive no covid da circa un mese - precisa ancora il direttore -. Il secondo piano dell'edificio è stato dedicato alla cura delle patologie infettive». Malattie trascurate durante il periodo pandemico, quando i posti letto non erano sufficienti neppure per affrontare le infezioni da covid.


Malattie infettive no Covid

Oggi il reparto è tornato attivo: 12 posti letto dedicati al trattamento di polmoniti, encefaliti, meningiti, tubercolosi e legionella. Sono questi i casi in cura nel neonato reparto, come conferma il dottor Rosario Le Piane: «Si tratta di pazienti che hanno avuto un principio di malattia in forma acuta ma poi cronicizzata poiché non è stata adeguatamente curata». Ma l'attenzione resta comunque alta, vi è infatti la necessità di conservare aree deputate all'isolamento dei pazienti infetti, eredità del periodo pandemico.

Aree di isolamento

Nell'area comune covid vengono ricoverati, infatti, quei pazienti che trovati positivi ma senza sintomi correlati al covid debbano essere isolati: «Ne abbiamo provenienti da tutti i reparti: medicina, geriatria e poi abbiamo le degenze destinate esclusivamente alla pediatria e le pazienti della ostetricia e ginecologia» spiega la coordinatrice Francesca De Fazio. Dei 12 posti letto dedicati, solo 4 al momento risultano occupati nel reparto che è a sola gestione infermieristica. I medici che hanno in cura i pazienti fanno quotidianamente il giro di visita. 

Le covid room

Ma è proprio per superare questo modello, utile all'isolamento ma difficilmente sostenibile da un punto di vista organizzativo che si pensa a nuovi assetti interni: «Nel corso di questi due anni più volte ci siamo dovuti riorganizzare» aggiunge ancora il direttore medico di presidio. «In questo momento continuiamo a gestire le infezioni da covid attraverso le aree di isolamento ma stiamo pensando di spostarle all'interno dei reparti, covid rooms che ci consentiranno di gestire direttamente nei reparti questi pazienti che non hanno sintomatologia covid correlata, ovviamente con tutti gli accorgimenti previsti dalla normativa. Anche perché ormai è una tendenza comune negli ospedali di realizzare queste aree di isolamento all'interno dei reparti».

Giornalista
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