Padre e figlio uccisi a colpi di fucile, svolta nelle indagini: in manette il presunto killer

Gli allevatori freddati lo scorso dicembre mentre rientravano a casa a Pallagorio, nel Crotonese. Fondamentali per le indagini le immagini di videosorveglianza

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24 luglio 2019
07:42

Svolta sul duplice omicidio avvenuto a Pallagorio, nel Crotonese, il 22 dicembre 2018. I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Crotone, su disposizione del gip del Tribunale di Crotone, hanno tratto in arresto infatti il presunto l’autore. Si tratta di Annunziato Lerose, 62enne di San Nicola dell'Alto, paese vicino a Pallagorio. L'uomo, adesso pensionato, in passato faceva l'agricoltore. 
I due allevatori del posto, Francesco Raffa e il figlio Saverino, furono barbaramente uccisi a colpi di fucile per futili motivi mentre rientravano a casa a bordo di un fuoristrada dopo aver finito di lavorare nella loro azienda sulla strada provinciale che da Pallagorio porta a San Nicola dell'Alto dove i due erano residenti.
L’indagine condotta dai Carabinieri è consistita in scrupolosi rilievi effettuati sulla scena del crimine e a casa dell’autore, l’analisi delle immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza e di un’efficace attività informativa a livello locale.

La dinamica e il movente

Secondo le indagini Lerose, conoscendo le abitudini delle vittime, avrebbe usato un fucile calibro 12. Percorrendo una strada isolata con l'arma nell'auto, sarebbe giunto nei pressi dell’azienda agricola dei Raffa, nascondendo il veicolo ,e a piedi, avrebbe raggiunto il luogo dove i due allevatori, a bordo della loro Suzuki Samurai, percorrevano la strada che dalla loro azienda porta al cancello che ne delimita l’accesso.
Quando Francesco Raffa, vedendolo, ha fermato il veicolo e abbassato il finestrino per chiedergli cosa volesse, Lerose gli avrebbe sparato tre colpi. Poi, quando Saverino Raffa, già ferito, sceso dal mezzo di trasporto per scappare, lo avrebbe raggiunto, sparandogli contro due colpi mortali. Lerose avrebbe premeditato l’agguato perché da tempo serbava rancore nei confronti delle vittime ritenute colpevoli di non essersi adoperate, alcuni anni addietro, per individuare i responsabili del furto di un attrezzo agricolo che gli era stato sottratto. Altri dissidi sarebbero riconducibili a problematiche di cattivo vicinato. 

 

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