Palmi, carabiniere muore dopo una lunga malattia. L'addio dei colleghi: «Ci mancherai»

L’omaggio dei militari al brigadiere Onofrio Pellegrino: «Uomo buono e ottimista. Faceva sentire a casa anche chi stava lontano dai propri affetti»

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di Redazione
8 aprile 2020
18:31
Il brigadiere Onofrio Pellegrino
Il brigadiere Onofrio Pellegrino

La notte scorsa si è spento, nella sua abitazione di Palmi, dopo una lunga malattia, il brigadiere capo qualifica speciale Onofrio Pellegrino, fino a pochi anni fa in servizio presso la Centrale operativa della Compagnia Carabinieri di Palmi da dove ha per anni coordinato, assieme agli altri colleghi, gli interventi dei carabinieri impegnati nei servizi sul territorio. Per circa 30 anni – riferisce una nota dell’Arma - è stata la voce che rispondeva alle chiamate dei cittadini della Piana che, nel momento del bisogno, trovavano in lui conforto e coraggio per affrontare le loro problematiche, dalle più tragiche alle richieste di informazioni.

Pellegrino, originario di Marsala, si è arruolato nell’Arma nel 1973 e, dopo il corso formativo, è stato inviato all’8° Battaglione Carabinieri di Roma da cui è stato poi trasferito a Rosarno. Nel 1978, trasferito alla Compagnia carabinieri di Palmi, ha prestato servizio come motociclista sino a quando, nel 1990, non è stato impiegato presso la locale Centrale operativa, incarico che ha ricoperto con passione e generosità sino al congedo.

Uomo buono, tenace, energico ed ottimista per natura, in ogni momento, anche nel più duro o caotico, sapeva incoraggiare ed indirizzare i colleghi nel migliore dei modi. Da buon carabiniere, anche libero dal servizio, correva in caserma non appena aveva notizia di un fatto grave avvenuto sul territorio, senza mai tirarsi indietro. Il suo attaccamento al lavoro e la sua perizia nell’espletarlo sono stati d’aiuto alla popolazione in momenti tragici, tra cui l’alluvione che colpì Palmi ed il suo circondario nell’ottobre del 1996 quando, oltre a coordinare le operazioni di soccorso dalla Centrale operativa, si preoccupò di rassicurare i cittadini spaventati che chiamavano i carabinieri in preda al panico.

 

La contagiosa energia di “Pelle – si legge ancora - non si è esaurita neanche quando, a pochi anni dalla pensione, è stato chiamato a prestare servizio a Milano nel corso dell’Expo svoltosi nel 2015. Anche in quel caso, nonostante il dispiacere di dovere lasciare la propria famiglia in Calabria per alcuni mesi,  ha risposto entusiasticamente alla chiamata dell’Arma, partecipando attivamente all’evento durante il quale ha coordinato le varie forze di polizia impiegate nei servizi di sicurezza.

 

Ma, forse, ciò che mancherà maggiormente a chi lo conosceva – conclude la lettera - sarà il suo entusiasmo contagiante, anche al di fuori dal servizio, come durante le sue “mitiche” partite di calcetto, veri e propri momenti di aggregazione, durante le quali sapeva far sentire a casa anche i militari che, per motivi di lavoro, erano lontani dai propri affetti.

 

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