Paola in festa per Francesco, il santo dei calabresi canonizzato 500 anni fa

VIDEO | Al via le celebrazioni solenni alla presenza del governatore Oliverio. Presto un gemellaggio con Monaco di Baviera in onore della birra prodotta dai frati in terra tedesca nel XVI secolo

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di Francesca  Lagatta
3 maggio 2019
15:26
Il presidente Oliverio mentre accende la lampada votiva
Il presidente Oliverio mentre accende la lampada votiva

Nella città di Paola i festeggiamenti per il V centenario della canonizzazione di San Francesco dureranno per giorni. Hanno preso il via con un esercito di ragazzi delle scuole e delle associazioni sportive del posto che si è diretto in marcia verso il santuario e si concluderanno la sera del 4 maggio con uno spettacolo pirotecnico da 15 minuti. Anche quella di ieri è stata una giornata intensa e ricca di eventi. Ieri mattina, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha intitolato al santo paolano la piazza della Cittadella regionale.

 

Nel pomeriggio, alla presenza di migliaia di fedeli, il presidente ha acceso la lampada votiva nella chiesa del convento francescano, un luogo sacro reso spettacolare da una serie di opere d'arte che vi si trovano al suo interno. Più tardi, dopo oltre due ore e mezza di celebrazione religiosa, la carovana di fedeli si è riversata in piazza IV novembre per assistere all'apertura di una botte contenente una versione speciale della birra Paulaner, che deve l'origine del suo nome ai frati dell'Ordine dei minimi quando, oltre 400 anni fa, per primi la produssero a Monaco di Baviera. La serata si è conclusa con il concerto della cantante Anna Tatangelo.

La lampada votiva

L'atto di accendere fiammella è un gesto simbolico di speranza e devozione che il presidente regionale compie a nome di tutti calabresi. La Lampada votiva, infatti, arde dinanzi alle sacre reliquie ed è alimentata dall'olio offerto dai vari Comuni della Calabria. Quest'anno è stato donato dai sindaci di Acri, Montalto Uffugo e Paterno Calabro.

La birra "Paolaner"

Dopo la funzione religiosa, la cittadinanza si è ritrovata sotto l'arco di San Francesco, a pochi metri dalla sua casa natale, per un altro memorabile evento. Lì il sindaco Roberto Perrotta ha provveduto all'apertura della botte di birra Paulaner, per l'occasione diventata Paolaner per sottolineare le origini del prodotto e siglare una nuova collaborazione tra la città di Paola e Monaco di Baviera. Il primo cittadino ha anche dichiarato che la sinergia tra le due comunità potrebbe trasformarsi in un gemellaggio.

Le origini

Il birrificio Paulaner, fondato nel 1634 in Germania, deve il suo nome proprio all'ordine monastico dei frati Minimi fondato da San Francesco da Paola. I frati stabilirono un loro convento a Neuhauser Straße, a Monaco, e iniziarono a produrre birra per la necessità di attenuare i morsi della fame dovuti ai lunghi periodi di astensione dal cibo.

 

Su impulso di Michele Vadino, componente della commissione Turismo, di Francesco Sorace, vicepresidente del consiglio comunale di Paola, e Marianna Saragò, assessore alla Cultura e al Turismo, nell'aprile scorso una delegazione paolana è partita alla volta di Monaco di Baviera per rivivere il rituale dell'epoca. La produzione della versione speciale della bevanda la si deve a padre Antonio Casciaro e ad un collaboratore del sindaco, Emanuele Carnevale, che affiancati dai responsabili dell'azienda tedesca, hanno seguito alla lettera l'antica ricetta. La birra, poi, è stata conservata in una botte per quattro settimane, prima di intraprendere il viaggio verso la Calabria. 

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