Il piano “anti Covid” dell'Asp reggina: più personale, posti letto e una task force

La terna commissariale che guida l'Azienda sanitaria comunica tutte le iniziative intraprese per fronteggiare l'emergenza coronavirus negli ospedali che ricadono nella provincia di Reggio Calabria

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di Redazione
26 marzo 2020
15:22

Centomila mascherine da distrubuire agli operatori sanitari, tamponi a tappeto, aumento di posti letto e personale. Sono alcune delle iniziative intraprese dalla terma commissariale che guida l'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria per far fronte all'emergenza coronavirus nel territorio della Città metropolitana. 

 

Centomila mascherine

«Questa Azienda Sanitaria - si legge nella nota diramata dall'Asp reggina - al fine di far fronte all’emergenza Covid-19 per garantire la sicurezza del personale sanitario ed a tutela della salute dei cittadini della provincia di Reggio Calabria, pur nelle note difficoltà nazionali e regionali, ha provveduto unitamente alla Protezione Civile a distribuire i dispositivi di protezione individuale e continua incessantemente a reperire tali dispositivi con tutti i mezzi possibili, a breve saranno consegnate 100.000 mascherine FFP2».

 

Tamponi a tappeto

«Sin dal primo caso, purtroppo - aggiungono i commissari Meloni, Ippolito e Giordano - registrato nella nostra provincia si è avviata l’attivita h24 da parte dell’UOC Igiene Pubblica, anche con l’ausilio della Croce Rossa, per la sorveglianza sanitaria e la gestione dell’anagrafica dei numerosi soggetti che sono rientrati dalle zone del nord Italia per la prescrizione della quarantena e si sta eseguendo nel territorio di competenza dell’Asp il monitoraggio del Covid-19 mediante i prelievi-tamponi ed, in particolare, è stato allestito a Rosarno un presidio, dove l’equipè medica ed infermieristica dedicata, sta procedendo oramai da più di 15 giorni ad effettuare lo screening. Un ulteriore sforzo è stato chiesto al personale dipendente e convenzionato per riuscire a fare più tamponi possibili».

 

Il pre-triage

«Inoltre ottenuta l’autorizzazione richiesta, in tempi brevi anche il laboratorio analisi del Distretto di Reggio Calabria sarà nelle condizioni di poter eseguire il test conferma iniziale di NCoV-19 ed elaborare l’esito per la eventuale positività al virus. Sono state installate dalla protezione civile le tende per il Pre -triage all’esterno dei quattro ospedali di competenza di questa Asp, allestite e dotate del personale, che saranno ulteriormente implementate sia di risorse umane che tecnologiche».

 

I 100 posti in Terapia intensiva

Inoltre, in ottemperanza a quanto stabilito dai vari decreti del presidente del Consiglio e quello emanato dal presidente della Regione Calabria, «è stato individuato tempestivamente un percorso dedicato all’attivazione dei previsti 100 posti letto Covid-19». Nello specifico:15 posti letto di Terapia Intensiva a Locri, 10 sub intensiva- pneumo e 12 di osservazione attiva ospedalizzata, 32 a Gioia Tauro e 31 a Melito Porto Salvo.

 

I posti "non Covid"

Per assicurare la funzionalità dell’ospedale di Locri e del Gom di Reggio Calabria, spiegano i commissari, la cui Terapia Intensiva sarà dedicata interamente ai pazienti Covid -19 come prevede il sopra citato decreto, al fine di continuare ad offrire la dovuta assistenza ai pazienti "non Covid" è prevista l’attivazione all'ospedale di Polistena non solo dei 2 posti non Covid-19 di terapia intensiva indicati dalla Regione, ma di ulteriori 7 per accogliere i pazienti "non Covid" della Provincia di Reggio Calabria.

 

Aumento del personale

«Per la gestione dei 100 posti letto da attivare è stato elaborato il fabbisogno del personale aggiuntivo per affrontare la diffusione, per un totale di 153 medici, 20 biologi, 232 infermieri, 133 Oss, 22 Tecnici di Radiologia e 41 di Laboratorio, 13 autisti di ambulanza, 65 medici di guardia medica, oltre che CPS infermieri per gli istituti penitenziari».

 

La task force

Il 20 marzo, «al fine di realizzare tempestivamente quanto sopra descritto, è stata costituita una Task-Force Aziendale per la gestione e l’organizzazione della maxi emergenza, a supporto dell’unità di crisi già attivata nell’ambito della direzione sanitaria e delle attività degli uffici amministrativi; da quella data, la stessa, continua H24 a fronteggiare le priorità in base ad un cronoprogramma per l’acquisizione delle attrezzature, dispositivi medici, farmaci dedicati al Covid-19... È stata compiuta specifica analisi per valutare se gli arredi e le attrezzature fossero già presenti nelle strutture ed in misura sufficiente».

 

 

 

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