«I numeri del Covid parlano chiaro mentre la politica calabrese pensa solo ai voti»

La riflessione del sindaco di Sellia Zicchinella: «Che ha fine ha fatto la task force nominata per affiancare la Giunta nella gestione della pandemia?»

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di Redazione
8 novembre 2020
07:57

«Il 16 marzo scorso la Regione Calabria, per iniziativa diretta della compianta presidente Santelli, si è dotata di una Task Force denominata appunto "Task Force Calabria", che affiancasse le Giunta Regionale nel bel mezzo della prima ondata pandemica, a meglio orientare le proprie scelte». Così in una nota Davide Zicchinella, sindaco di Sellia.

«All'interno figuravano (figurano ancora?), fra gli altri, nomi di primissimo piano fra cui il Prof. Raffaele Bruno direttore malattie Infettive Policlinico Pavia; il prof. Paolo Navalesi direttore istituto Anestesia Università di Padova; il prof. Franco Romeo direttore U.O.C. Cardiologia Università Tor Vergata di Roma. Insomma insigni cattedratici che avrebbero potuto, ieri ed oggi, aiutare la nostra pessima (come si è mediaticamente scoperto in questi giorni) classe dirigente e politica calabrese».

«Che fine abbia fatto questo importante gruppo di lavoro non è dato saperlo. Non è azzardato ipotizzare che, appreso lo stato della sanità calabrese e la totale disorganizzazione delle sue articolazioni, dalla struttura commissariale al dipartimento regionale, arrivando all'ultimo ufficio dislocato per le lande calabresi, siano scappati a gambe levate! Sta di fatto che senza supporti tecnici la nostra politica naviga a vista, il consiglio regionale si riunisce, con ore e ore di ritardo (neanche l'emergenza della pandemia in atto riesce a renderli più puntuali e responsabili) per chiedere di uscire dalla "Fascia Rossa".

Che bella figura avremmo fatto se nel documento approvato dal Consiglio Regionale (inviato pure al Presidete Mattarella) vi fosse stato un bel documento vergato pure da questi insigni consulenti sopra citati.

Invece si elencano i numeri dei casi, dei tamponi fatti, la percentuale di positivi, si critica la struttura commissariale (fuori tempo massimo) senza rapportare questi freddi numeri alla realtà sanitaria calabrese. Forse i nostri rappresentati istituzionali, negli anni, hanno ingrossato o numeri degli "emigranti sanitari" e per questo non hanno piena contezza di ciò di cui parlano: dello sfascio della sanità calabrese! Anche ai miei occhi, pur avendo solo sostenuto un esame di biostatistica (al primo anno di medicina) ed uno di Igiene (al sesto anno), invece, i dati dei contagi in Calabria, mi preoccupano eccome, specie perché, da operatore sanitario sul caldo fronte del territorio, penso di conoscere abbastanza bene la nostra "malatissima" sanità regionale.

Ieri abbiamo sfiorato i 400 casi. Solo due mesi - continua il sindaco - fa non superavamo i 10, e tra luglio ed agosto eravamo a zero. I numeri ci dicono che senza questa (non certo indolore) chiusura, a Natale avremmo avuto 1000 casi al giorno. Oltre 100 persone da ospedalizzare al giorno (non funzionando in Calabria la medicina territoriale). Oltre 20 persone con necessità di posti letto di terapia intensiva e sub intensiva al giorno. In una regione in cui con 200 casi si è saturato già tutto e si tenta, tardivamente e con grande approssimazione, già a correre ai ripari. Siamo di fatto zona rossa se non nera!».

«La politica - prosegue il primo cittadino - avrebbe il dovere di dirlo chiaramente non di fare speculazione elettorale e trovare capri espiatori facendo un vigliacco scaricabarile. Avrebbero dovuto fare proposte operative e convocare h24 gli esperti chiamati a supporto. Non fare i turisti della politica! Ma alle nostre latitudini gira tutto alla rovescia. Da sempre, da Pediatra prestato alla politica, ho sempre criticato il commissariamento della Sanità in Calabria. Ma non oggi, in piena seconda ondata pandemica, con una legislatura finita tragicamente, e senza una guida eletta al comando della Regione. Non oggi. Chiedere la fine del commissariamento oggi nella vacatio istituzionale è da folli. La prossima amministra è giusto che si misuri con i problemi della Sanità Calabrese prendendo i voti non per le solite logiche clientelari ma per le competenze messe in campo. Oggi prossime allo zero!

Concludo con un accenno sul nuovo commisario Zuccatelli. Parlo per esperienza diretta e non per sentito dire. Sa di cosa parla e ha il coraggio delle scelte (ce ne vuole visto il marciume). Cosa che è mancata fino ad oggi. E non credo che abbia bisogno di strigliate da parte di collaboratori, o peggio ancora uscieri! Come sindaci saremo vigili e non faremo sconti a nessuno».

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