Politici arrestati, Nicolò si difende davanti al gip: «Estraneo alla mafia»

In queste ore gli indagati stanno provando a chiarire le contestazioni mosse. In molti hanno risposto, altri hanno preferito il silenzio

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di Consolato Minniti
1 agosto 2019
19:02
Alessandro Nicolò
Alessandro Nicolò

Sono in corso in queste ore gli interrogatori delle persone tratte in arresto nell’ambito dell’inchiesta “Libro nero”. A partire da questa mattina, gli indagati si sono presentati davanti al gip per provare a chiarire le contestazioni loro mosse. In molti hanno risposto, altri hanno preferito il silenzio.

 

Ha risposto alle domande il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Nicolò che, difeso dall’avvocato Corrado Politi, ha spiegato come, contrariamente a quanto sostenuto dalla Dda, lui sia estraneo all’associazione mafiosa.

 

A rispondere agli interrogatori fiume dei pubblici ministeri anche i fratelli Francesco e Demetrio Berna, Saverio Pellicanò, Rosa Libri e Giuseppe Demetrio Tortorella.

 

Gli indagati La Porta e Serranò, difesi dall’avvocato Lorenzo Gatto, hanno respinto le accuse. Il primo ha dichiarato che il pentito De Rosa aveva con lui un debito non onorato, allegando anche documentazione. Serranò ha negato di aver mai avuto qualcosa da spartire con i Libri.

 

Gli interrogatori proseguiranno sino a tarda serata per tutti gli altri indagati.

 

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