Per non dimenticare

Ponte Morandi, 3 anni fa il crollo che causò 43 morti: tra le vittime anche calabresi

Dopo la tragedia avvenuta a Genova furono sfollate oltre 600 persone e abbattuti quattro edifici civili. A processo 59 persone tra cui ex vertici della società incaricata delle manutenzioni

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di Redazione
14 agosto 2021
10:07

Con la celebrazione della Messa nella basilica di Certosa, celebrata dall'arcivescovo Marco Tasca, sono cominciate le cerimonie del terzo anniversario del crollo di Ponte Morandi che il 14 agosto del 2018 causò 43 vittime e portò a sfollare 619 persone e ad abbattere quattro edifici civili.

Tre calabresi tra le vittime

Tra le vittime anche tre calabresi: Ersilia Piccinini, di Sersale, scomparsa insieme con il marito Roberto e il piccolo Samuele di 9 anni, Bruno Casagrande, 57enne originario di Antonimina, in provincia di Reggio Calabria e di Luigi Matti Altadonna, 35enne originario di Curinga, nel Catanzarese, ma residente da tempo in Liguria. In chiesa i ministri della Giustizia e delle Infrastrutture Marta Cartabia e Enrico Giovannini, con il sindaco Marco Bucci, il presidente della Regione Giovanni Toti, familiari delle vittime, cittadini comuni.


Il Parco della memoria

A seguire la cerimonia per l'avvio della costruzione del Parco della Memoria, disegnato dall'architetto Stefano Boeri, con la demolizione di alcuni edifici. Dopo la commemorazione delle vittime con gli interventi dell'arcivescovo, dell'imam, del sindaco, del governatore, dei ministri e di Egle Possetti, presidente del Comitato Ricordo vittime del Morandi. Tutto nell'area sotto il nuovo ponte.

Un minuto di silenzio per le vittime

Alle 11:36, momento del crollo del viadotto, un minuto di silenzio e contemporaneamente sulla passerella che da ieri sera porta il nome "14 agosto 2018, in memoria delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi", cittadini comuni e sfollati lanceranno nel torrente Polcevera 43 rose bianche, il lancio sarà accompagnato dai rintocchi di una campana tibetana, come avviene il 14 di ogni mese.

Il rinvio a giudizio

 Per la tragedia del ponte Morandi la procura di Genova ha rinviato a giudizio 59 persone, tra le quali gli ex vertici di Aspi e della ex controllata Spea incaricata delle manutenzioni, e le stesse società. Le accuse, a vario titolo, sono di crollo doloso, attentato alla sicurezza dei trasporti, omicidio stradale, omicidio colposo plurimo, falso, omissione d'atti d'ufficio e rimozione dolosa di dispositivi per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

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