Porto di Catanzaro, fiore all’occhiello… appassito: ora è meta delle scorribande dei cinghiali

Un'opera che dovrebbe essere il punto di forza non soltanto di un popoloso quartiere quanto di un'intera città che è ormai caduta in un totale stato di degrado e abbandono

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di Danilo Colacino
4 maggio 2021
11:40
Foto d’archivio
Foto d’archivio

Più volte ci siamo occupati del porto di Lido. Infrastruttura ritenuta strategica per il capoluogo di regione, che però a dispetto di annunci roboanti da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sergio Abramo non è finora decollata. Mai. Basti pensare alla recente sortita del già candidato a sindaco e consigliere comunale, nonché possibile futuro aspirante primo cittadino, Nicola Fiorita il quale si è occupato dello stesso tema attraverso un video diffuso sulla sua pagina Facebook che ha documentato lo stato di degrado in cui versa un ancora presunto, e a questo punto chissà per quanto tempo, “fiore all’occhiello” della città.

Il guaio è che adesso il generico stato di abbandono a cui si fa riferimento da anni fra le proteste di diportisti, residenti del quartiere marinaro e più in generale di tutti i cittadini interessati all’argomento, una vasta zona del porto è diventata luogo di scorribande notturne dei cinghiali. Animali, come noto, potenzialmente pericolosi per l’uomo ed eventuali oggetti o macchinari lì allocati che possono essere a seconda dei casi attaccati ovvero distrutti. Un bel problema che fotografa, semmai ce ne fosse bisogno, come nulla di concreto sia stato fatto per passare dall’astrattezza delle illustrazioni virtuali e dei plastici tipici delle conferenze stampa di presentazione di un’opera alla realtà dei fatti.


Peccato, quindi, per i 20 milioni di euro che giacciono nel cassetto anche a fronte di un progetto presentato dai competenti uffici di Palazzo De Nobili e non accettato dal ministero dell’Ambiente a cui servono integrazioni e chiarimenti rispetto agli atti inviati dal Municipio catanzarese. Unica speranza, pardon certezza, di vedere a breve un’area portuale degnamente illuminata, sorvegliata, ripulita e persino controllata - anche di notte - è l’organizzazione del Magna Graecia Film Festival, appuntamento per cui il Sergìun non lesina uomini, mezzi e quattrini, per garantire una location degna della kermesse.

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