L’inchiesta

Presunte molestie al liceo di Castrolibero, la Procura chiude le indagini: contestata al prof anche violenza sessuale

VIDEO | Sono 4 i capi d'accusa per il docente di matematica coinvolto nell’inchiesta nata dalle proteste degli studenti del “Valentini-Majorana”, luogo in cui avrebbe molestato negli ultimi 5 anni ragazze minorenni. Indagata anche la preside per omissione d’atti d’ufficio

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di Antonio Alizzi
24 novembre 2022
07:58

La procura di Cosenza ha chiuso le indagini sul professore di matematica coinvolto in un’inchiesta nata dalle proteste degli studenti del liceo “Valentini-Majorana” di Castrolibero, luogo in cui il docente avrebbe molestato, negli ultimi cinque anni, le alunne di età minore. Quattro i reati contestati: tentata violenza sessuale, violenza sessuale, tentata estorsione e molestie sessuali.

Il fascicolo, coordinato dal procuratore Mario Spagnuolo e dai pm Bianca Battini e Rossella Torrusio, era stato aperto nel febbraio scorso a seguito delle denunce presentate in Questura e dai carabinieri, da quattro studentesse minorenni.


Nell’inchiesta anche la preside Jolanda Maletta

L’indagine comprende anche un capitolo investigativo dedicato all’ex preside Jolanda Maletta, accusata del reato di omissioni d’atti d’ufficio, poiché in qualità di pubblico ufficiale avrebbe omesso di denunciare all’autorità giudiziaria o ad altra Autorità, il reato descritto al capo tre della rubrica imputativa, ovvero quello sulla presunta tentata estorsione.

Cosa contesta la procura di Cosenza al docente di matematica

Secondo l’impianto accusatorio, infatti, il professore Angelo Giuseppe Bastone, nel primo caso, avrebbe palpeggiato una ragazzina nel tentativo di arrivare alle parti intime, «evento non verificatosi a causa della condotta tenuta dalla vittima che si divincolava». Fatti contestati e commessi a Castrolibero da settembre 2016 a giugno 2018.

Nel secondo caso invece, il docente avrebbe sfiorato una zona intima della ragazzina, «con la scusa di indicarle gli esercizi sul foglio». Tutto ciò, a dire della procura, sarebbe avvenuto da settembre 2017 sino a giugno 2018.

Poi arriviamo alla presunta tentata estorsione. In questo terzo caso, il professore, stante il racconto delle presunte vittime, avrebbe minacciato la studentessa prospettandole «il mancato raggiungimento della sufficienza nella sua materia qualora non avesse accondisceso alla richiesta di scattarsi una foto» di una zona intima, «le porgeva il proprio telefono cellulare con la telecamera aperta», costringendo, secondo la procura, «la vittima ad assecondare le sue richieste, evento non verificatosi a causa del rifiuto della stessa». Questa presunta condotta delittuosa sarebbe avvenuta il 9 giugno del 2018.

Infine il quarto caso, riferito alle presunte molestie sessuali, l’evento che ha fatto scattare le proteste degli studenti, con l’occupazione dell’edificio scolastico per oltre dieci giorni e il conseguente arrivo degli ispettori ministeriali. Parliamo di presunte frasi umilianti e offensive che il docente avrebbe rivolto alla quarta studentessa che, dopo aver ricevuto una mano sul fianco, avrebbe subito nuovamente allusioni con la prospettiva di ricevere “qualche carezzina”. Si tratta di un episodio che sarebbe maturato dal mese di novembre 2021 al mese di gennaio 2022.

Cosa succede ora?

Gli indagati avranno facoltà di sottoporsi ad interrogatorio davanti ai pubblici ministeri o eventualmente depositare una memoria difensiva. Il tutto entro 20 giorni. Dopodiché, qualora il quadro accusatorio non cambiasse, la procura di Cosenza dovrebbe procedere con la richiesta di rinvio a giudizio.

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