Primo Maggio d’attesa: che passi la bufera e i soldi arrivino prima della mafia

VIDEO | La festa dei lavoratori nell’era del Covid-19 pare sospesa tra speranza e disperazione. La Calabria si gioca la partita della vita. I tre segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil: «Opportunità unica»

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di Pier Paolo Cambareri
1 maggio 2020
15:04

Quale lavoro? Quello sognato o quello perso? Quello sudato, magari. E quello subìto. O il lavoro da trincea delegato ai nuovi eroi che, ieri, per gli odiatori di professione erano soltanto croce in camice bianco (altro che delizia…) di Calabria: i medici ospedalieri. Il Primo maggio ventiventi non è giorno di certezze, ma di speranza. Non è giorno di celebrazioni di piazza, ma di spasmodica attesa. Di cosa? Che qualcosa cambi, ovviamente.

 

La regione della grande depressione economica e delle opportunità mancate non si rilancerà con ciò che già prima non c’era. Né con la vendita - anticipata - di qualche caffè o pizza d’asporto. Con fiumi di denaro, forse, sì. Forse, appunto. Perché anche i soldi vanno spesi bene…

Cgil, Cisl e Uil, il giorno in cui si celebra la Festa dei lavoratori, hanno un messaggio per la Regione: trasformare in opportunità unica e irripetibile il momento di sconcerto generale che unisce col suo filo rosso tutte le regioni d’Europa. L’ultima tra queste, la Calabria, non ha ancora una storia segnata: potrebbe sorprendere tutti e dimostrare, stavolta, che insieme si può. Si può programmare, cioè, e subito dopo realizzare, un grande piano di ricollocazione delle ingenti risorse che il Vecchio Continente ha messo a disposizione delle realtà più marginali. Per farlo, però, l’appello alla presidente Jole Santelli resta quello lanciato nelle scorse settimane: mettere attorno a un tavolo mondo sindacale (e quindi i lavoratori), mondo delle imprese e istituzioni pubbliche per tracciare le linee guida che dovranno segnare il passo della nuova stagione di riapertura.

 

Fine del lockdown significa “Fase 2”. Non è letterale, la traduzione. Ma il significato è quello. “Fase 2” significa correre rischi enormi sul piano sanitario. E pensa, la Santelli, di potersene assumere il carico da sola? Ecco, l’appello di Angelo Sposato (Cgil), Tonino Russo (Cisl) e Santo Biondo (Uil) nel giorno dei lavoratori è rivolto proprio a chi, in queste ore, sta assumendo provvedimenti certamente coraggiosi ma dall’impatto sociale potenzialmente devastante.

Nell’omaggiare i tanti lavoratori costretti, per mantenere acceso il motore del Paese, a portare avanti le poche attività economiche sottratte per necessità assoluta allo stop generale, i segretari regionali del sindacato invocano l’attivazione di una task forse multisettoriale perché stavolta si vince, o si perde, tutti insieme. Le organizzazioni criminali attendono, sulla sponda del fiume e con le braccia conserte, che passi il cadavere delle imprese e delle attività piccole e medie. E l’allarme lanciato dai servizi di sicurezza interni non è affatto funzionale alla conquista di qualche prima pagina dei giornali. È semplicemente un dato concreto e incontrovertibile, che sarà possibile destrutturare solo grazie ad atti concreti per immettere liquidità vera nelle tasche di impresa e lavoratori. Ed è tutta qui la sfida: nella corretta gestione delle risorse, cioè, che ancora ingenti potrebbero mettere al riparto comparti sanitari e produttivi in una regione che sinora ha saputo campare alla giornata in un crescendo di disparità sociali che, se non allineate, prima o poi presenteranno il conto.


cambareri@lactv.it

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