Profanata la tomba di un bimbo, comunità di Mileto sotto shock

Rubati vasi, lumini, tappeti e vari altri oggetti che si trovavano all’interno dell’edicola funeraria. Sgomento e parole di condanna da parte dei congiunti

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di Giuseppe Currà
5 giugno 2020
16:37
Il cimitero di Mileto
Il cimitero di Mileto

Sconcerto e costernazione, a Mileto, per un increscioso episodio verificatosi all’interno del cimitero comunale. Ignoti nelle scorse ore hanno letteralmente “spogliato” la cappella di famiglia in cui riposa il corpo del piccolo Sergio Maria Scalzo, morto nel settembre scorso, nel giorno del suo primo compleanno. Sul caso è stata sporta regolare denuncia ai carabinieri, anche perché nulla di tutto ciò si è verificato nelle cappelle e nei colombari circostanti.

Ad essere trafugati, nel giro di poche ore e, per giunta, in due frangenti, sono stati vasi, lumini, tappeti, oggettistica varia ed altri elementi d’arredo che si trovavano all’interno dell’edicola funeraria. Un gesto squallido e deplorevole – al di là della consistenza del danno economico – che ha gettato ancor più nello sconforto i genitori del bimbo, già distrutti dal dolore per la prematura perdita del loro adorato figlio.

 

A farsi portavoce di questi sentimenti, il giovane presidente del consiglio comunale di Mileto Antonio Direnzo, cugino del piccolo Sergio Maria. «Sono indignato e disgustato. Ancora oggi – afferma – c’è chi ruba nelle cappelle dei cimiteri senza guardare in faccia nessuno, nemmeno un bambino di appena un anno che giace lì accanto! Ci siamo ritrovati davanti a una cappella mestamente semivuota. A chi ha compiuto questo raccapricciante gesto dico solo di vergognarsi, per non aver avuto rispetto né per il bambino morto e né per i suoi genitori che, già provati da grande dolore, insieme a noi familiari si ritrovano a far fronte anche ad episodi così spiacevoli, che solo esseri schifosi possono avere la capacità di fare».

La scomparsa di Sergio Maria, nel settembre scorso aveva profondamente colpito l’intera comunità miletese. Il giorno del suo funerale, erano state oltre un migliaio le persone che si erano strette alla stimata famiglia e avevano voluto rivolgere un ultimo saluto al piccolo, spirato per cause naturali dopo una corsa all’ospedale di Vibo Valentia e un successivo, disperato ricovero presso “L’Annunziata” di Cosenza. Nelle scorse ore, purtroppo, il deplorevole e inquietante gesto. L’azione dei carabinieri punta ad individuare il colpevole e a capire se l’atto compiuto ai danni della cappella del bimbo è mirato.

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