Crisi da coronavirus, proteste a Cosenza: «Le famiglie muoiono di fame»

VIDEO | Associazioni e comitati si mobilitano a sostegno dei lavoratori che oggi sono scesi in piazza: «Le cassette vuote sono il simbolo delle dispense vacanti nelle case dei quartieri popolari»

di Salvatore Bruno
11 maggio 2020
14:08
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Mentre le istituzioni si cimentano nella politica degli annunci e dello scaricabarile, le famiglie muoiono di fame. E per sottolineare il concetto, in Piazza 11 Settembre a Cosenza, associazioni e comitati di protestano, portano alcune cassette vuote, simbolo di quelle dispense rimaste vacanti soprattutto nelle palazzine dei quartieri popolari.

Richiesta di aiuto

Il grido di allarme lanciato da Prendocasa, Usb, Cosentine in lotta ed altre sigle del volontariato cittadino viene prima punito con una multa riconducibile alle stringenti misure anti-Covid. Poi degenera nel solitario tentativo di irruzione nel palazzo della Prefettura, subito smorzato dalle forze dell'ordine e dagli stessi manifestanti. Ma al di là delle contrapposizioni, le tematiche sono di stretta attualità.

Privi di tutele

Non è un mistero che parte dell'economia cittadina da anni si mantiene anche grazie a lavoratori impiegati in nero ed altri che si arrangiano alla giornata. Gente che si guadagna il pane alla luce del sole, senza tutele e senza stabilità, nell'indifferenza di chi dovrebbe vigilare sul rispetto delle regole. Molti quindi per lo Stato sono come invisibili e per questo rimasti privi di paracadute: senza Naspi, senza cassa integrazione, senza possibilità di accedere ad altre misure di sostegno. La sintesi dei motivi della protesta nelle parole di Ferdinando Gentile, rappresentante del Comitato Prendocasa

Giornalista
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