Provincia di Cosenza, sospensione punti ristoro nelle scuole: il Telesio protesta

Il personale docente critica la decisione dell'ente: «Se gli alimenti vengono da fuori c'è maggiore rischio contagio»

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22 settembre 2020
18:58

«Riceviamo, e con non poca meraviglia, la disposizione della Provincia di Cosenza - a firma del Dirigente del Settore Bilancio Programmazione e Patrimonio - riportante la sospensione dei servizi di ristoro nelle scuole. Riteniamo che questa disposizione sarà causa di enormi difficoltà per alunni, docenti e personale Ata impossibilitati, di fatto, a rifornirsi nel corso delle 5,6,7 ore di lezione di un qualsivoglia alimento e/o bibita». Lo scrive in una nota la docente del liceo Telesio di Cosenza Rosanna Gallucci pubblicata sul sito dell'istituto superiore nella giornata di oggi. 

 

«Ancor più preoccupante sarebbe il trasporto nella scuola di alimenti e bibite provenienti da una pluralità di bar, alimentari, case e maneggiate da un numero indefinibile di mani e persone senza poterne appurare igiene e rispetto delle norme anti-Covid, cosa invece facilmente verificabile quando a trattare gli alimenti è un numero limitato di persone, come avverrebbe in un bar scolastico, rifornito da un unico fornitore e a seguito di quotidiana sanificazione, il cui accesso è limitato secondo quanto stabilito dal Ministero della salute».

 

«Di fatto, proprio per i rischi connessi alle contaminazioni (Protocollo HACCP sulla sicurezza alimentare) che ne potrebbero derivare, nelle scuole è proibito introdurre alimenti dall'esterno, il che porta ad un'unica prospettiva: che alunni, docenti e personale ATA rimarrebbero per ore senza la possibilità di alcun ristoro. Tale disposizione aggiunge disagio al disagio e moltiplica i rischi connessi alle possibilità di contagio, mettendo alunni e docenti in condizioni di rischio ancora maggiori perchè è umanamente impossibile rimanere per tante ore senza mangiare e bere, e tutto ciò che arriverebbe dall'esterno (a meno che non ci si metta a controllare gli zaini di 1000 studenti e le borse di oltre 100 docenti e ATA) potrebbe essere veicolo di contagio».

 

«Il comunicato della Provincia riporta che tale decisione è stata presa anche a seguito di "...valutazioni espresse da una rappresentanza di Dirigenti Scolastici": ci chiediamo quale Dirigente scolastico possa preferire la sospensione di un servizio così vitale invece di provvedere a normarne la fruizione secondo gli ultimi protocolli di sicurezza. Un ultimo pensiero, ma non meno importante: questa disposizione mette letteralmente sulla strada una categoria di lavoratori e le loro famiglie, già fortemente penalizzate da sette mesi di chiusura, e li riporta - ad un solo giorno dalla riapertura delle scuole - nel buio dell'incertezza e della paura».

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