Rapina in pieno giorno ad Amantea: dopo un primo arresto si cerca il complice

I ladri aveva incassato il bottino da circa 500 euro puntando la pistola agli addetti alle case di un esercizio commerciale del centro

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di Francesca  Lagatta
12 marzo 2019
13:02

I rapinatori sono due e su questo gli investigatori non hanno dubbi, ma se uno dei due presunti malviventi è stato acciuffato con facilità dalle forze dell'ordine, l'altro risulta ancora a piede libero e pertanto le indagini vanno avanti a tutto spiano. E' questa la situazione a tre giorni dall'episodio che intorno all'ora di pranzo del 9 marzo scorso ha scosso la città di Amantea, ultimo centro costiero della tirrenica cosentina. Sabato, infatti, è stata messa a segno una rapina in pieno giorno in una delle strade più trafficate della città, ossia via Dogana.

I fatti

Poco prima delle 13, due criminali arrivati sul posto a bordo di un'auto si sono introdotti in un esercizio commerciale e puntando una pistola ad altezza uomo in direzione degli addetti alle casse, hanno preteso di avere l'incasso giornaliero, che ammontava a circa 500 euro. Poi entrambi si sono dati alla fuga. La titolare del negozio, seppur provata, è riuscita ad avvertire immediatamente i carabinieri. I militari di Amantea, allertati dalla centrale operativa e coordinati dal vice comandante Fabio Mandato, hanno acciuffato un 25enne di origini campane grazie all'azione congiunta degli agenti della Polizia Municipale. Al momento del fermo, il sospettato aveva in tasca una cifra compatibile con la somma sottratta poco prima durante la rapina. L'auto è stata invece ritrovata nel territorio di Fuscaldo, a 35 chilometri di distanza.

 

Nello stesso pomeriggio, le tracce avrebbero condotto i militari dritti in un'abitazione, all'interno della quale avrebbero dovuto trovare il secondo complice, ma durante la perquisizione non sono stati trovati elementi utili per inchiodare alle sue responsabilità l'indiziato. Il giovane, tra l'altro, avrebbe fornito un alibi di ferro, che al momento lo renderebbe del tutto estraneo alla vicenda.

Le telecamere di video sorveglianza

Nonostante i reiterati tentativi, gli inquirenti al momento non sono riusciti a far parlare l'arrestato, attualmente detenuto nella casa circondariale di Paola. Ma niente è perduto, perché anche se non dovesse arrivare la confessione, l'identità del complice potrà essere individuata ugualmente grazie alle immagini catturate dalle telecamere di video sorveglianza poste lungo il tragitto percorso dai due malviventi, prima e dopo la rapina.

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